MEMORIE DI ROMA. Gli Aemili i e la basilica nel Foro - Roma, Foro romano /
- LUOGO /
- Roma, Foro romano
- DATA INIZIO /
- mercoledì 21 aprile 2010
- DATA FINE /
- domenica 26 settembre 2010
- CURATORE /
- Maria Antonietta Tomei e Patrizia Fortini
MEMORIE DI ROMA. Gli Aemili i e la basilica nel Foro
Roma, Foro romano
21 aprile – 26 settembre 2010
La mostra è stata promossa dalla
Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma
in collaborazione con Electa
A cura di Maria Antonietta Tomei e Patrizia Fortini
La mostra Memorie di Roma: Gli Aemilii e la basilica nel Foro che inaugura alla Curia Iulia si inserisce all’interno del più ampio programma di valorizzazione del patrimonio del Foro romano, del Palatino e del Colosseo avviato dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e rilanciato dall’azione del Commissario delegato alle aree archeologiche di Roma e Ostia antica, con il supporto operativo del concessionario dei servizi aggiuntivi, in particolare della casa editrice Electa.
Con questa esposizione si coglie l’opportunità di riallestire in maniera permanente il fregio marmoreo della Basilica Aemilia, raffigurante le origini di Roma, e di raccontare come la basilica forense si sia evoluta da luogo della memoria di una famiglia, gli Aemilii, a scenario della storia civica e del potere politico.
Allo stesso tempo l’area della Basilica Aemilia è oggetto di una completa risistemazione
che comprende la sperimentazione dei primi supporti informativi e allestitivi e dell’illuminazione.
Il tema dell’illuminazione è uno degli argomenti al centro delle riflessioni sulla fruizione dell’area archeologica centrale. Se ne propone un’anticipazione in occasione di questa mostra.
Una prova che volutamente si caratterizza per il tono discreto degli strumenti impiegati, nella consapevolezza che il patrimonio archeologico debba conservare intatta la sua identità, il suo alone d’incompiutezza formale; per cui, qualsiasi novità deve fare i conti con questa connotazione forte del luogo che non deve essere manomessa, ma integrata con aggiunte del tutto funzionali ad una percezione notturna, che avvicini l’”antico” alla città, consentendo di stabilire interrelazioni visive in tutte le ore della giornata.
Il punto di vista prescelto è quello che parte dal tracciato di via dei Fori Imperiali e si apre verso il Foro romano, scoprendone, per ora, una parte molto ridotta.
A proposito dell’illuminazione, l’architetto Piero Castiglioni propone per la Basilica Aemilia
un’idea progettuale che fa parte di un disegno più ampio e complesso per l’intera area del Foro romano, a partire dalle pendici del Campidoglio fino a giungere all’Arco di Tito.
La volontà è di offrire al pubblico una luce diffusa con qualche misurata accentuazione su singoli monumenti, quelli più rappresentativi, e di segnalare in modo diverso i percorsi (al momento solo la Via Sacra), in modo da rendere questo spazio archeologico parte integrante della realtà urbana notturna.
Nello specifico, l’intero invaso della Basilica Aemilia, sarà illuminato con led, consentendo a cittadini e turisti che passino per via dei Fori Imperiali di percepire “in negativo” i resti delle colonne.
Per quanto riguarda la segnaletica, lo Studio di Michele de Lucchi ha elaborato un progetto che si esprime per punti, per argomenti. Individua il problema e suggerisce soluzioni all’interno di una visione unitaria, ma lasciando spazio ad argomentazioni specifiche sul singolo oggetto.
A proposito del Foro e del Palatino, De Lucchi riflette sulla necessità di dare al visitatore
informazione sulla natura dei luoghi, con delle didascalie concepite in analogia a quelle pensate per un qualsiasi sistema museale; e, tuttavia, sente il bisogno di sottolineare la necessità di non disturbare l’atmosfera antica e l’effetto sorprendentemente unico che si respira; effetto creato dal tempo, dalla presenza di oggetti costruiti e modificati dall’uomo, avendo cura di non avvilire l’effetto archeologico e di evitare il pericolo di ingombrare il paesaggio. Sulla base di queste riflessioni è stata sviluppata una proposta progettuale che riguarda la tipologia della segnaletica, i materiali, i caratteri tipografici, i possibili supporti.
Nella Basilica Aemilia si presenta una prima proposta di comunicazione, con l’intento di replicare ed approfondire il tema nelle prossime aperture al pubblico di altri settori dell’area archeologica in primavera-estate.
Si comincia a maggio con la riapertura del Tempio di Venere e Roma, restituendo al pubblico, dopo anni di restauri, un affaccio senza eguali sulla valle del Colosseo.
Questo programma di aperture al pubblico, cominciato lo scorso anno sul Palatino con la Vigna Barberini e le Arcate Severiane, proseguirà con la Casa delle Vestali e le pendici meridionali del Palatino. In quest’area si ricollocheranno le statue originali che decoravano il complesso, a conferma dell’intenzione di voler musealizzare dei percorsi tematici sì da attuare veri e propri percorsi di visita “musealizzati” con decorazioni e corredi originali, cercando di restituire una migliore lettura storica e archeologica delle rovine.
Lo stesso concetto è alla base della mostra I Farnese, prevista per settembre. Si tratterà di un percorso che toccherà tutti i luoghi farnesiani sul Palatino (il Ninfeo della pioggia, le Uccelliere, gli Orti, la Casina Farnese) concludendosi nel Criptoportico neroniano con l’intento di ripercorrere la storia della proprietà dei Farnese e della collezione di antichità che la famiglia utilizzò per decorare gli Orti, nonché degli scavi che la interessarono a partire dal Settecento.
L’intenso programma comprende anche le riaperture alle visite del III ordine e dei sotterranei del Colosseo, previsti per i prossimi mesi estivi.
Ufficio stampa Electa
per la Soprintendenza speciale
per i beni archeologici di Roma
Gabriella Gatto
tel. +39 06 42 02 92 06
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