Divus Vespasianus. Il Bimillenario dei Flavi

Divus Vespasianus. Il Bimillenario dei Flavi /

LUOGO /
Roma, Colosseo
DATA INIZIO /
giovedì 26 marzo 2009
DATA FINE /
domenica 10 gennaio 2010
CURATORE /
Filippo Coarelli
CATALOGO /
978883706811

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI
SOPRINTENDENZA SPECIALE PER I BENI ARCHEOLOGICI DI ROMA

DIVUS VESPASIANUS
IL BIMILLENARIO DEI FLAVI

dal 27 marzo 2009 al 10 gennaio 2010
Roma, Colosseo, Curia (Foro Romano),
Criptoportico Neroniano (Palatino
)

SCARICA LA CARTELLA STAMPA

GUARDA LA GALLERY

La Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma ricorda con una grande mostra la nascita dell’imperatore Vespasiano avvenuta 2000 anni fa. Il 2009 è perciò una data importante per la storia di Roma e dell’Impero, occasione per una stagione di iniziative culturali di grande rilievo proposte dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Bimillenario, e varate dal Ministero
per i Beni e le Attività Culturali.
Tito Flavio Vespasiano nacque a Falacrinae in Sabina, un vicus del territorio di Rieti, esattamente il 17 novembre del 9 d.C. La mostra Divus Vespasianus. Il bimillenario dei Flavi, curata da Filippo Coarelli in collaborazione con la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma e con Electa, resta aperta al pubblico dal 27 marzo 2009 fino al 10 gennaio 2010.

Racconta le gesta della dinastia Flavia: di Vespasiano (69-79), del primogenito Tito (79-81) e del figlio minore Domiziano (81-96). La mostra comincia al Colosseo, per proseguire lungo un percorso che tocca i monumenti flavi nell’area del Foro e del Palatino con altri due punti espositivi: la Curia (Foro romano) e il criptoportico neroniano (Palatino).
Nel mese di aprile, durante la settimana dei Beni Culturali, s’inaugura un’ulteriore sezione sul Campidoglio, nei Musei Capitolini, a Palazzo Nuovo, sempre a cura di Filippo Coarelli e in collaborazione con la Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma.
Dopo una lunga e onorata carriera al servizio degli imperatori giulio-claudii nell’ambito
dell’amministrazione provinciale e dell’esercito, al momento della morte di Nerone - avvenuta nel 68 d.C. - Vespasiano si trova in Medio Oriente al comando dell’esercito incaricato di reprimere la grande rivolta giudaica, iniziata nel 66 d.C. La scomparsa violenta in un solo anno, il 69 d.C., degli imperatori Galba e Otone, e l’eliminazione di un terzo, Vitellio, da parte dello stesso Vespasiano, gli aprono la via del potere. Viene acclamato imperatore dall’esercito, ad Alessandria, e nel 70 si insedia a Roma. Si trattò di un evento traumatico e del tutto imprevisto, poiché alla dinastia giulio-claudia, appartenente alla più alta nobiltà repubblicana, si sostituiva una famiglia modestissima, di origini sabine, priva di tradizioni aristocratiche, segnando una rottura definitiva con la gestione monopolistica del potere da parte dell’aristocrazia senatoria di Roma.
In effetti Vespasiano, ricordato come uomo semplice e dotato di un notevole senso dell’umorismo, proveniva da una sconosciuta famiglia del ceto equestre ed era quello che oggi si definirebbe un self made man.Quando arrivò alla massima carica dello Stato aveva già 60 anni. Svetonio, principale fonte storica con il suo De Vita Caesari, riporta che Vespasiano trovò le finanze statali in una situazione drammatica. L’ammanco alle casse imperiali ammontava a 40milioni di sesterzi.

A ciò si aggiungeva la debolezza della potenza militare dell’Impero, sottoposto a numerose guerre civili.Quest’ultimo problema venne risolto instaurando una ferrea disciplina nell’esercito. Nel campo delle finanze non solo impose un drastico taglio alle spese di corte, ma introdusse anche
nuove imposte. La politica finanziaria di Vespasiano permise di appianare il debito pubblico e consentì anche degli importanti investimenti in lavori pubblici che cambiarono il volto della capitale. Vespasiano muore nell’estate del 79 d.C..

Gli succede suo figlio Tito che, comunque, aveva affiancato il padre nell’esercizio del potere. L’idea centrale della mostra è l’immagine di Vespasiano, la novità della sua figura di homo novus, non aristocratico, nel ruolo di imperatore, e la politica popolare e innovativa che esercitò a Roma e nelle province dell’Impero. I primi progetti del suo governo presero le mosse dalla restituzione alla città degli spazi che arbitrariamente Nerone aveva “privatizzato” e incluso nella propria reggia, tra questi la valle tra Oppio, Celio e Palatino che Vespasiano trasformò nel luogo più celebre della romanità: il Colosseo. Al posto del lago artificiale che faceva parte dell’estesa Domus Aurea di Nerone,Vespasiano avvia la costruzione dell’Amphitheatrum Flavium destinato ai popolari spettacoli dei gladiatori e fa costruire una monumentale fontana, la Meta Sudante. È solo nell’80 d.C. che il figlio Tito, ormai imperatore, inaugura il Colosseo terminato, però, dal fratello Domiziano.
La mostra si apre con il ritratto di Vespasiano proveniente dalla Ny Carlsberg Glyptoteck di Copenaghen che “corrisponde con piena evidenza alla descrizione che del suo fisico abbiamo dagli storici delle sue imprese militari: un vecchio militare di origine plebea, dall’aspetto e nel modo di comportarsi.
Invece nel ritratto del Museo Nazionale Romano (in Palazzo Massimo e in mostra) ci viene presentato il princeps dall’aspetto distinto, intellettuale e vagamente ricordante qualche sovrano ellenistico” (da Ranuccio Bianchi Bandinelli, Roma, l’arte romana nel centro del potere). Seguono i ritratti dei componenti della dinastia flavia.
Nell’area dei Fori imperiali, e precisamente nel Templum Pacis costruito tra il 71 e il 75 d.C all’indomani della guerra giudaica, Vespasiano fa esporre al pubblico il bottino della guerra giudaica (ossia il tesoro del Tempio di Gerusalemme), e le opere d’arte che Nerone aveva raccolto nella sua dimora, la Domus Aurea. In mostra alcuni resti del tempio, come una cornice con protome leonina e il frammento di un architrave riccamente decorato.

Il secondo grande tema della mostra è Roma, che conobbe con la dinastia flavia un’intensa stagione edilizia che ne cambiò radicalmente il volto. I monumenti di epoca Flavia sono illustrati da frammenti di una grande pianta della città, incisa su lastre di marmo e in mostra, denominata dagli studiosi FORMA URBIS.

Con Vespasiano e soprattutto con l’ultimo principe della dinastia, Domiziano, che affidò i suoi progetti alle audaci soluzioni dell’architetto Rabirio, raggiungono il pieno sviluppo la grande architettura di rappresentanza, ma anche l’urbanistica e l’architettura dei quartieri privati e residenziali: sorgono così i monumentali complessi del Templum Pacis, del Colosseo, del grandioso palazzo dinastico sul Palatino (la Domus Flavia), e ancora il Foro Transitorio, il Tempio di Giove Capitolino (che viene ricostruito due volte, la prima da Vespasiano e la seconda da Domiziano), e sorgono anche - alla luce del disegno di propaganda dinastica elaborato da Domiziano - i vari edifici destinati al culto della gens Flavia: il Tempio di Vespasiano divinizzato (nel Foro), il Divorum (nel Campo Marzio), e il Templum Gentis Flaviae (sul Quirinale).
La mostra si sviluppa principalmente nell’ambulacro del primo piano del Colosseo, che è al contempo oggetto e sede dell’esposizione e prevede 6 sezioni così articolate:
Le origini sabine
La dinastia flavia
La Nuova Roma
La propaganda di Domiziano
I Flavi in Italia. Le città vesuviane
I Flavi e l’impero

Il catalogo, edito da Electa, segue la struttura della mostra, e arricchisce i contenuti
con osservazioni puntuali prodotte dalle ricerche recenti, proponendo riflessioni
su eventi storici come la Guerra Giudaica e su temi più generali come la propaganda,
il linguaggio dell’arte e dell’architettura, e l’amministrazione flavia.

ORARI

Dal 27 marzo al 28 marzo: 8.30-17.30 (ultimo ingresso ore 16.30)
Dal 29 marzo al 31 agosto: 8.30- 19.15 (ultimo ingresso ore 18.15)
Dal 1 settembre al 30 settembre: 8.30-19.00 (ultimo ingresso ore 18.00)
Dal 1 al 24 ottobre: 8.30- 18.30 (ultimo ingresso ore 17.30)
Dal 25 ottobre al 10 gennaio 2010: 8.30-16.30 (ultimo ingresso ore 15.30)
Giorni di chiusura: 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre
Venerdì Santo chiusura anticipata alle 14 (ultimo ingresso ore 13.00)
Non si effettua chiusura settimanale. La biglietteria chiude un’ora prima
Ingresso
Intero euro 12,00
ridotto euro 7,50
Lo stesso biglietto consente l’accesso al Colosseo,
al Palatino e al Foro romano
Informazioni e visite guidate
Pierreci
tel. +39.06.39967700
www.pierreci.it
Catalogo
Electa
Ufficio stampa Electa

per la Soprintendenza speciale
per i beni archeologici di Roma
Gabriella Gatto
tel. +39.06.42029206
press.electamusei@mondadori.it
Ufficio stampa Electa
Enrica Steffenini
tel. +39.02.21563433
elestamp@mondadori.it






RICERCA NEL CATALOGO /

RICERCA NEL SITO /

MOSTRE IN CORSO /

Per visualizzare correttamente il contenuto di questo sito è necessaria una versione di flash più recente.
Scarica l'ultima versione di Flash Player