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Cosa siamo? o Quali cose siamo? Triennale risponde… /
TRIENNALE DESIGN MUSEUM
Terza interpretazione
Quali cose siamo
A partire dalla sua inaugurazione nel dicembre 2007, il Triennale Design Museum di Milano si è presentato ai suoi visitatori con una veste ciclicamente diversa. La capacità di cambiare mantenendo fede ai propri contenuti, infatti, è il tratto distintivo di questo museo che alla domanda su cosa sia il design e quale sia la sua storia in Italia risponde con un allestimento di anno in anno differente, educando così l’osservatore a porsi di fronte ad un fenomeno analizzandolo da più punti di vista.
Gli oggetti protagonisti di questa terza edizione sono stati scelti da Alessandro Mendini ed il loro allestimento, nelle sale dal 27 marzo 2010 al 28 febbraio 2011, è stato affidato a Pierre Charpin.
Il percorso museale che i due hanno tracciato vuole coinvolgere il visitatore evidenziando, più che le caratteristiche materiali ed estetiche delle opere esposte, la capacità che esse hanno di narrare delle storie risvegliando ricordi nelle persone. “Quali cose siamo” è infatti la domanda alla quale i curatori vogliono rispondere, nella convinzione che sia possibile comprendere cosa significhi essere uomini soffermandosi sulle scelte che gli stessi compiono in materia di consumi.
Per ognuno degli ottocento oggetti in mostra c’è una storia che viene evocata; essa è paragonabile al piccolo tassello di un mosaico che rappresenta il patrimonio culturale della società italiana. In questo senso, opere di alto artigianato artistico sono esposte a fianco di lavori creati da artisti quasi o del tutto anonimi, oggetti disegnati da giovani designer accanto a produzioni di progettisti maturi ed affermati.
Il museo narra la storia del design italiano ponendo al centro dell’attenzione l’uomo, considerato come un promotore, spesso a sua insaputa, di una cultura materiale, conoscendo la quale è possibile estrapolare i valori a cui egli fa riferimento.
29/03/2010
(Alberto Bonacina)