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Scherzi e Capricci di Tiepolo: in mostra a Udine /
Giambattista Tiepolo tra scherzo e capriccio.
Disegni e incisioni “di spiritoso e saporitissimo gusto”
Castello di Udine – Salone del Parlamento
21 maggio – 31 ottobre 2010
La mostra, allestita nella Galleria d’Arte Antica del Castello di Udine, costituisce l’evento di punta delle ”Giornate del Tiepolo”, organizzate dall’Assessorato alla Cultura della città, per celebrare il grande artista e la sua permanenza in città a partire dal 1725.
Le acqueforti del Tiepolo, raggruppate nelle due serie dei Capricci e degli Scherzi di fantasia, sono affiancate nel percorso espositivo da alcune delle lastre originali e da diversi disegni ad esse legati, per chiarire al grande pubblico il processo creativo che le portò alla luce.
Accanto al corpus grafico sono presenti gli oli dell’artista e dei tiepoleschi, che fanno parte delle collezioni delle Gallerie d’Arte udinesi. Ciò che più affascina in questi capolavori non è tanto la pur eccelsa maestria tecnica dell’artista, ma ciò che egli vi ha rinchiuso, l’alone di mistero che da sempre circonda i contenuti di queste opere.
L’esecuzione dei Capricci risale al 1741-42 mentre gli Scherzi di fantasia seguono, in due fasi tra il 1743-1744 e il 1754. Questi ultimi, dal tratto più libero e disinvolto, appaiono qualitativamente superiori ai primi, che al di là della novità degli effetti raggiunti, conservano uno spiccato decorativismo. Tiepolo si dedicò alla loro ideazione con molta cura, com’è dimostrato dai disegni preparatori, e lo fece lungo un significativo arco di tempo.
Le incisioni esposte hanno tutte il carattere di gioco, come del resto dichiara lo stesso artista che si lascia guidare dal suo estro artistico alimentato da una fantasia inesauribile, creando a stampa scene immerse in una luminosità calda e dorata, intrise di magia e di mistero, dove larghe zone prive di morsura vengono lasciate bianche, mentre il tratto spezzato interrompe la linearità dei contorni.
Accanto a carcasse di animali, tra ruderi in rovina, bassorilievi, si vedono vecchi saggi orientali, maghi, astrologi, filosofi, donne, animali, tutta una folla eterogenea che concorre ad alimentare il mistero della sua visione. Sicuramente il vocabolario dell’artista, denso di riferimenti a Poussin e al Guercino, è caratterizzato da una forte componente esoterica ed iniziatica.
Vi troviamo, ad esempio, l’Astrologo e giovane soldato, il Mago con scimmia, La famiglia del satiro allegro, il Mago seduto presso un’ara fumante.
Il percorso espositivo, curato da Cristina Donazzolo Cristante e Vania Gransinigh, consente di accostarsi ai capolavori tiepoleschi, accettandoli nella loro enigmaticità. Viene lanciata una sfida allo spettatore, invitato a superare l’iniziale impressione di una semplicistica rappresentazione divertita e aneddotica e, attraverso un’osservazione più approfondita, viene spinto a cogliere ciò che è al di là del “capriccio”, ovvero una rete di enigmatici e affascinanti significati reconditi.
26/05/2010
(Giulia Chellini)