Donna conquiste e riflessioni sull’arte degli anni ‘70 /
DONNA: AVANGUARDIA FEMMINISTA NEGLI ANNI ’70
dalla Sammlung Verbund di Vienna
Se c’è un pregio della mostra Donna: Avanguardia femminista negli anni ’70 - allestita fino al 16 maggio presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna - è proprio quello di aver acceso i riflettori su un periodo della nostra storia ancora non sufficientemente esplorato: le conquiste e le riflessioni del movimento femminista dal punto di vista artistico e l’influenza che esse hanno avuto negli anni a venire.
La mostra, resa possibile grazie alla Sammlung Verbund di Vienna che ha messo a disposizione la sua intera collezione, si compone di 200 opere realizzate da 17 artiste, tutte diverse tra loro ma al tempo stesso accomunate dal medesimo spirito di denuncia e trasgressione delle convenzioni sociali, e dalla volontà di evolvere nella ricerca stilistica attraverso l’elaborazione e l’utilizzo di nuovi linguaggi.
Ecco perché l’insieme delle opere – siano esse video, film, disegni, performance, fotografie – rappresentano un unicum, seppure sfaccettato: ciò che emerge è il coraggio di queste artiste, capaci tutte di contrapporsi, in tempi ancora poco maturi, all’egemonia della pittura e alla stereotipata visione che sia l’arte sia la società avevano della donna e del suo corpo. Ed ecco che, grazie a queste protagoniste del femminismo - tra cui ricordiamo Cindy Sherman, Ketty La Rocca, Francesca Woodman, Suzanne Lacy/Lesile Labowitz, Nil Yalter, Annegret Soltau, Ana Mendieta – si focalizza l’attenzione su un’arte spontanea e insieme ragionata, seria e grottesca, autoironica e politica, in ogni caso sempre fortemente espressiva e pronta a liberarsi per percorrere nuove strade.
Protagonista è il corpo, continuamente reinterpretato per sfuggire all’obbligo della bellezza femminile e per destrutturare un’immagine stantia e riduttiva della donna. Un corpo che, quasi naturalmente, visto in quest’ottica si rivela essere anch’esso, accanto al pensiero e all’ideologia, uno strumento politico.
La dimensione privata sfocia dunque nel pubblico con l’arte femminista, l’autocoscienza balza in primo piano: per queste artiste l’identità e la rappresentazione, il rapporto che l’arte in generale e loro stesse intrattengono non solo con la società, ma anche con lo spazio e il tempo, divengono problematiche cruciali. Donna: Avanguardia femminista negli anni ’70 è una mostra interessante e ben strutturata, che restituisce immutata e integra, anche se vista con gli occhi di oggi, la sua straordinaria attualità.
08/08/2010
(Marzia Apice)