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Crivelli a Brera: il ciclo di Conferenze /

Tutti i giovedì dal 21 gennaio al 25 febbraio 2010
Milano - Pinacoteca di Brera - Sala della Passione
Le mostre, insieme a qualche punto fermo, pongono interrogativi ed aprono piste di ricerca. Talvolta lasciano anche il rimpianto delle strade non battute. Crivelli e Brera non fa eccezione e per questo si è deciso di accompagnare l’esposizione con una serie di conversazioni che ne approfondiscono alcuni aspetti.
Attorno al tema dei tessili e dei tappeti, curato da Moshe Tabibnia con l’Associazione
Culturale MATAM, che ha raccolto i risultati di ricerca in un volume di approfondimento al quale si dedicherà un intero pomeriggio per fare il punto sul ruolo cruciale dei mercanti camerti nella commercializzazione di questi manufatti e sul loro uso anche simbolico, si sono dunque raccolte quattro specifiche “messe a fuoco”.
Andrea di Lorenzo accompagnerà alla scoperta dei rapporti, fino ad ora poco indagati, di Crivelli con alcuni importanti committenti anconetani, mentre Valeria Iato illustrerà un peculiare e milanesissimo episodio della fortuna critica del pittore ad inizio Novecento. Benedetta Montevecchi e Gabriele Barucca invece contestualizzeranno, all’interno della produzione marchigiana, le straordinarie oreficerie presenti in mostra e Thomas Golsenne, che sta preparando la prima monografia francese dedicata al pittore veneziano, ci avvicinerà alle complesse iconografie delle sue tavole ed ai loro significati, a partire dagli ormai celebri “cetrioli di Crivelli”.
Aspetti e tagli metodologici diversi, dunque, che daranno conto della ampiezza di problematiche aperte ed affrontate da una disciplina, la storia dell’arte, relegata talvolta al puro godimento estetico.
Programma
giovedì 21 gennaio
ore 17.30
Andrea Di Lorenzo (Museo Poldi Pezzoli – Milano)
Carlo Crivelli ad Ancona
Intorno al 1489 Crivelli esegue per il convento di San Francesco ad Alto di Ancona la Visione del beato Gabriele Ferretti (Londra, National Gallery), probabilmente la Madonna con il Bambino tra i santi Francesco e Bernardino (Baltimora, Walters Art Museum) e la Madonna con il Bambino (Ancona, Pinacoteca Podesti), realizzata per la cella di fra Bernardino Ferretti, guardiano del cenobio e committente dei dipinti. Alla volontà dello stesso va probabilmente assegnata anche la tavoletta con San Francesco che raccoglie il sangue di Cristo del Museo Poldi Pezzoli – restaurata da Sara Scatragli in occasione della
mostra – forse la prima opera eseguita da Crivelli dopo il conseguimento del titolo di cavaliere dello speron d’oro, orgogliosamente esibito nella firma OPUS CAROLI CRIVELLI VENETI / MILES VERUS. La carica era stata probabilmente conferita
al pittore da Girolamo di Ciriaco di Francesco III Ferretti, quale ringraziamento per l’esecuzione delle opere celebrative del beato Gabriele, gloria della famiglia.
giovedì 28 gennaio
ore 17.30
Thomas Golsenne (Université de Paris I Panthéon-Sorbonne)
Il cetriolo di Crivelli come firma
Quasi unico nel Quattrocento è l’uso da parte di Carlo Crivelli in molti dei suoi dipinti di un cetriolo, posto accanto ad altri ornamenti vegetali (fiori, frutta) più comuni. Gli storici dell’arte che hanno provato a spiegare la presenza del cetriolo crivellesco ne hanno soprattutto cercato il significato simbolico. Ma, resurrezione o peccato originale che sia, nessuna delle interpretazioni risulta convincente, dal momento che non si basa su nessuna tradizione testuale. Il vero significato va dunque cercato altrove: non fuori, ma dentro la pittura stessa di Crivelli. Il cetriolo possiede almeno tre caratteristiche: singolarità, regolarità, presenza e sembra racchiudere qualità proprie dello stile di Crivelli,
come una sua firma peculiare. Inoltre compare nei dipinti quasi fosse un oggetto lasciato nello spazio illusorio da una mano esterna, quella dello spettatore o del pittore. Nel corso della conferenza ci si interrogherà sulla possibilità di interpretare il cetriolo come un’offerta del pittore alla Vergine, o anche come simbolo del dono della pittura allo spettatore.
giovedì 4 febbraio
ore 15.00 - 18.30
Carlo Crivelli e l’arte tessile. I tappeti e i tessuti di Carlo Crivelli
In occasione delle celebrazioni per il Bicentenario della Pinacoteca di Brera l’Associazione culturale MATAM (Museo di Arte Tessile Antica di Milano), presieduta da Moshe Tabibnia, che ha curato la sezione dedicata ai tappeti e ai tessuti presenti nella mostra Crivelli e Brera, propone un convegno di studi ed approfondimenti tra pittura ed arte tessile per la presentazione del volume Carlo Crivelli e l’arte tessile. I tappeti e i tessuti di Carlo Crivelli, edito da Electa.
ore 15.00
Sandrina Bandera (Soprintendente per i Beni Storici Artistici
ed Etnoantropologici di Milano e Direttore della Pinacoteca di Brera)
Introduzione alla prima sessione
Tiziana Marchesi (Associazione Culturale MATAM)
Presentazione del volume Carlo Crivelli e l’arte tessile. I tappeti
e i tessuti di Carlo Crivelli, edito da Electa,
e del progetto MATAM (Museo di Arte Tessile Antica Milano)
ore 15.30
Emanuela Daffra (Soprintendenza per i Beni Storici Artistici
ed Etnoantropologici di Milano)
Introduzione al pittore Carlo Crivelli
ore 15.50
Giovanni Curatola (Università degli Studi di Udine)
Il tappeto anatolico dal XIII al XV secolo
ore 16.10
Emanuela Di Stefano (Deputazione di storia patria per le Marche)
Ricerche documentarie sul commercio di tappeti orientali in area
marchigiana tra il XIII e il XV secoloore 16.30
Coffee Break
ore 16.50
Elena Piccoli (Associazione Culturale MATAM)
Introduzione alla seconda sessione
Catarina Schmidt Arcangeli (Kunsthistorisches Institut – Firenze)
I tappeti raffigurati nella pittura di ambito veneto nel XV secolo
ore 17.10
Marina Carmignani (Accademia di Belle Arti – Firenze)
I tessuti presenti nelle opere di Carlo Crivelli
ore 17.30
Gianluca Poldi (Università degli Studi – Bergamo)
Dai tessili alla pittura veneta del XV secolo: le sostanze coloranti
tra Mantegna, Bellini e Crivelli. Approcci non invasivi
ore 17.50
Piera Antonelli (Soprintendenza per i Beni storici artistici
e etnoantropologici di Milano)
I manufatti tessili tra storia e museo: la conservazione e il restauro
ore 18.10
Dibattito e conclusioni
giovedì 11 febbraio
ore 17.30
Benedetta Montevecchi e Gabriele Barucca (Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le Marche - Urbino)
L’oreficeria nelle Marche al tempo di Crivelli
Fin dall’inizio del XV secolo nelle Marche si assiste alla fioritura di una produzione orafa la cui straordinaria qualità e varietà si deve ai contatti con aree culturali e artistiche diverse, dal Veneto alla Toscana al meridione d’Italia. Della ricchezza e vastità di quella produzione testimoniano soprattutto le fonti documentarie poiché le opere sono andate in massima parte distrutte. Se un buon numero di suppellettili sacre si sono conservate perché legate al culto, praticamente nulla è sopravvissuto di quanto realizzato per una committenza civile estremamente diversificata. Soprattutto le fonti figurative suggeriscono oggi la
preziosa varietà della produzione suntuaria del tempo. Carlo Crivelli, veneziano ma lungamente attivo nella Marca, esalta con straordinario e illusionistico realismo gioielli, oggetti e ricami sontuosi, arrivando alla riproposizione pittorica delle tecniche proprie dell’oreficeria e lasciando ipotizzare probabili contatti con gli orafi locali, in particolare con Pietro Vannini.
giovedì 25 febbraio
ore 17.30
Valeria Iato (Fondazione Guido L. Luzzatto - Milano)
Crivelli e la critica d’arte del ‘900: il caso di Guido L. Luzzatto
Negli anni venti un giovane critico d’arte milanese – precoce estimatore, in Italia,
degli espressionisti tedeschi e autore, nel 1936, della prima monografia italiana
su Van Gogh – legge nella pittura di Crivelli e dei crivelleschi non solo un esempio non trascurabile della pittura del quattrocento, ma anche una consonanza con alcuni aspetti dell’arte italiana del suo tempo. Vent’anni prima degli studi di Longhi su Crivelli, Luzzatto nei suoi scritti compie una rivalutazione critica in controtendenza rispetto ai ristretti confini della critica d’arte del suo tempo.