Leon Battista Alberti /
- AUTORE /
- Francesco Paolo Fiore
- ISBN /
- 978883707421
- ANNO PUBBLICAZIONE /
- 2012
- PREZZO /
- 20 EURO
- COLLANA /
- AetaMonografie
- IN LIBRERIA /
- gennaio 2012
- PAGINE TOTALI /
- 80
- ILLUSTRAZIONI /
- 60 in b/n
La collana AetaMonografie si arricchisce di un nuovo titolo dedicato alla vita e all’opera del grande umanista di famiglia fiorentina Leon Battista Alberti (Genova 1404 – Roma 1472). Francesco Paolo Fiore indaga le radici di pensiero albertiano e guida il lettore attraverso l’opera architettonica del maestro rinascimentale.
Punto di partenza dell’attività di architetto di Alberti è il celebre trattato De re aedificatoria, testimone anche dell’estetica dell’umanista. Il valore sociale dell’architettura, in quanto arte in grado di giovare all’umanità e di unire utilità e bellezza, è il persistente enunciato del De re aedificatoria, che innalza l’architetto dalla posizione di artigiano a quella dei più qualificati esponenti delle altre discipline. Il debito con l’antichità è condensato nell’affermazione: «Tutti gli edifici dell’antichità che potessero avere importanza per qualche rispetto, io li ho esaminati, per poterne ricavare elementi utili. Incessantemente ho rovistato, scrutato, misurato, rappresentato con schizzi tutto quello che ho potuto, per potermi impadronire e servire di tutti i contributi possibili che l’ingegno e la laboriosità umana mi offrivano». Nonostante la lingua latina e l’assenza di illustrazioni ne riservassero la lettura a letterati e committenti colti, le proposte contenute nel trattato ebbero diffusione anche fra gli artisti, soprattutto dopo l’edizione fiorentina a stampa del 1485.
In questo contesto e nel rapporto tra elaborazione teorica e invenzione architettonica devono essere interpretati gli edifici realizzati da Alberti che l’autore descrive, a partire dal Tempio Malatestiano di Rimini e dalle architetture fiorentine per Giovanni Ruccellai, sino a quelli realizzati a Mantova per i Gonzaga. Dal volume emerge un’attività di progettista originale e capace, attento alle tradizioni artistiche dei luoghi dove opera e alle preesistenze che vuole mantenere, capace di sperimentare linguaggi architettonici diversificati per quanto riconducibili alle forme antiche, sensibile alle proporzioni e qualità visive dell’architettura grazie alle esperienze maturate in pittura e prospettiva. L’autore evidenzia nella conclusione del suo percorso critico come Alberti a partire dalle architetture antiche fu in grado di declinarne forme, soluzioni e tecniche, divenendo l’iniziatore di una nuova architettura che avrebbe avuto influenza sino al XIX secolo.
Francesco Paolo Fiore, architetto professore di Storia dell’Architettura presso la facoltà di Architettura della Sapienza di Roma, studia l’architettura e la trattatistica architettonica di età moderna. Ha pubblicato lavori su Alberti, Francesco di Giorgio, Peruzzi, Serlio, Antonio da Sangallo il Giovane e l’architettura militare del XV e XVI secolo. Come presidente del Comitato nazionale ha organizzato convegni e mostre per il VI centenario della nascita di Alberti. È accademico di San Luca, presidente del consiglio scientifico del Centro studi L. B. Alberti e membro del Centro studi A. Palladio.
