Afra e Tobia Scarpa architetti 1959-1999. Tobia Scarpa  architetto 2000-2009

Afra e Tobia Scarpa architetti 1959-1999. Tobia Scarpa architetto 2000-2009 /

AUTORE /
Roberto Masiero e Michela Maguolo con Evelina Bazzo
ISBN /
978883706930
ANNO PUBBLICAZIONE /
2009
PREZZO /
100   EURO
EDITORE /
Electa
IN LIBRERIA /
fine settembre 2009
PAGINE TOTALI /
528
LINGUA /
italiano/inglese

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Il volume documenta 50 anni di lavoro di Tobia Scarpa prima con Afra Bianchin e poi, dal 1999, da solo. Si tratta di una documentazione programmaticamente sistematica e dettagliata per dar conto di un modo di progettare generoso, rivolto a tutto ciò che ci sta intorno, teso a migliorare i nostri rapporti con le cose e con il mondo, alla ricerca di una bellezza che nasce dal rapporto con le occasioni, le materie a disposizione, le tecniche, le funzioni, i bisogni e, persino, i sogni, più che risultare da qualche regola o poetica. Può sorprendere come sembri essere già tutto presente sin dall’inizio: lo stesso atteggiamento progettuale; la stessa cura per il dettaglio senza mai perdere di vista il tutto; la stessa maestria nel tenere assieme le tecniche utilizzate, i materiali e le forme, eppure i prodotti sono sempre così diversi e quasi inattesi.
Nel lungo elenco di opere troviamo case e fabbriche, parti di città e nuovi edifici, restauri e oggetti vari di design, alari per camini e segnavento, gioielli e mazze da golf, vasi in vetro ed etichette per il vino e moltissime sedie: Afra e Tobia Scarpa infatti progettano sia le cose che i comportamenti.
Cinquant’anni di lavoro per dar conto di un mondo che attraversa la cultura italiana registrandone le dinamiche sociali ed economiche senza mai cedere alla seduzione del momento, alle facili mode, capendo le trasformazioni e i bisogni, contribuendo alla nascita di aziende che hanno fatto il design italiano, promuovendo comportamenti collettivi come con la poltroncina Carlotta, che anticipa le logiche di Ikea o la poltrona Soriana che propone un modo diverso, più libero, di usare lo spazio delle nostre abitazioni.
Negli anni Settanta i negozi Benetton (se ne apriva in giro per il mondo uno al giorno) propongono un nuovo rapporto tra il prodotto, il consumatore e il produttore: negozi senza vetrina (è il negozio stesso a farsi vetrina), i capi d’abbigliamento esposti in scaffali per scelte direttamente affidate all’acquirente; niente più bancone di servizio per le vendite, non un inserviente a disposizione, ma un rapporto spigliato e trasparente, mai servile, in un ambiente luminoso. Tutte intuizioni che nascono all’interno di un contesto singolare, forse unico.
Per cominciare l’esperienza con Carlo Scarpa, padre di Tobia, avviene come in bottega dove la tradizione e il sapere del maestro non sono mera ripetizione, o banale continuità, ma ogni volta stimolo a una nuova creazione, un modo d’essere e di pensare che arriva a cogliere le potenzialità che culture diverse possono offrirci.
E ancora il rapporto con il lavoro come passione si traduce in impegno continuo verso il miglioramento nei risultati e nella funzionalità, mai dunque mera ricerca estetica.
Infine il rapporto con il committente: intuirne le attese per dargli più di quanto si aspetti. Le case non sono a “misura d’uomo”, ma a misura di quella famiglia, di quelle persone, di un determinato modo di essere che nell’incontro con la nuova casa possono scoprire quel “di più” che fa star bene.
L’esperienza di Afra e Tobia Scarpa segna la storia dell’architettura e del design in Italia e non solo: partita da un forte radicamento agli aspetti più cosmopoliti della cultura veneta, si rende capace di dialogare con il mondo proprio grazie ad alcune caratteristiche: per un verso il rifiuto di un atteggiamento progettuale intellettualistico che muova da una teoria preconfezionata e per l’altro la rinuncia ad ogni forma di arroganza avanguardista; la negazione di uno sperimentalismo come programma o come ideologia a favore di un’idea e una pratica della vita intesa come prova continua, infine il ripudio della storia come monumento e dunque celebrazione per una storia che serva alla vita.
Afra e Tobia Scarpa ricevono il Compasso d’oro nel 1970; hanno avuto segnalazioni d’onore per lo stesso premio nel 1979; il Nerocon Merit Award nel 1982; il Primer Premio Nacional de Diseño Otorgado nel 1978; l’Auszeichnung für hohe Designqualität nel 1992; il premio dell’Industrie Forum Design Hannover nel 1992 e Tobia Scarpa il Compasso d’Oro alla carriera nel 2008.

il sommario

BIOGRAFIE autori

Michela Maguolo
Laureata nel 1990, si occupa di storia dell’architettura. Ha pubblicato articoli e saggi sull’architettura moderna e contemporanea, fra cui Idee, luoghi, progetti, in I tedeschi e l’Italia, Scheiwiller, Milano 1996; Veneto. Itinerari neoclassici, Venezia, 1998; San Lazzaro degli Armeni. L’isola, il monastero, il restauro, Venezia 1999; Dalla sede dell’EPIT a Borgo San Sergio. Episodi, temi, questioni della ricostruzione a Trieste, in Fulvio Caputo (a cura di) Trieste anni Cinquanta. La città delle forme. Architettura e arti applicate a Trieste 1945 - 1957, Udine 2004; Casa a torre Vriz, in Paolo Nicoloso, Federica Rovello ( a cura di) Trieste 1918 – 1954 Guida all’architettura, Trieste 2005.
Ha curato indagini storiche per importanti progetti di restauro ( Pio Loco delle Penitenti, Venezia; Orto Botanico, Padova; San Nicolò di Lido, Venezia) e partecipato alla cura di mostre. Ha curato la mostra La luce, l’architettura, la città, Palazzo Franchetti, dicembre 2005.
Allo IUAV dov’è collaboratrice alla didattica per il corso di Storia dell’architettura, ha svolto ricerche sulla storiografia (Storiografia dell’architettura, 1999) e l’insegnamento dell’architettura in Europa (Architetti in Europa. Formazione e professione, 1999, finanziata con borsa di studio “Jacques Delors”); ha partecipato alla preparazione del volume sulla storia dello IUAV Gli anni tempestosi, 2006. Attualmente partecipa all’area di ricerca sull’arte del costruire.

Roberto Masiero
Roberto Masiero è professore ordinario di Storia dell’Architettura dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Le sue pubblicazioni più significative sono : L’arte senza muse. L’architettura nell’estetica contemporanea tedesca, Clup, Milano 1988; Guida all’architettura neoclassica nel Veneto, Marsilio, Venezia, 1998; Afra e Tobia Scarpa, Architetture, Electa, Milano, 1996; Livio Vacchini, opere e progetti, Electa, Milano, 1999 (edito anche in inglese); Estetica e architettura, Mulino, Bologna 1999 (edito in spagnolo e in turco); L’architettura del Ticino 1966-1996, Skirà ed, Milano, 1999.
Ha curato numerose mostre. Tra queste: Neoclassico a Trieste, attualità, Comune di Trieste, catalogo Marsilio, 1990; Il mito sottile. Pittura e scultura nella città di Svevo e Saba, Comune di Trieste, mostra al Museo Revoltella, catalogo edito dal Comune di Trieste, 1991; La grande svolta. Anni’60, Comune di Padova, catalogo Skirà, Milano 2003. Mir-arte nello spazio (con L. Francalanci), Comune di Bolzano, catalogo Skirà, Milano 1999. Ha partecipato alla lavorazione di alcuni video con la regia di Adriano Kestenholz: Livio Vacchini, la palestra polivalente di Losone, SRG SSR idèe suisse, 2001(Vince a Parigi il” Grand Prix de l’image” al festival internazionale del film d’arte e pedagogia, Unesco 2002); Carlo Maderno, l’emergenza del barocco, Aleph Film, SSR SRG RTSI-televisione svizzera, 2004; Domenico Fontana, ingegnere, architetto, urbanista, Aleph Film, SSR SRG RTSI-televisione svizzera, 2007. È stato Direttore artistico di una delle sezioni dell’Arteplage di Neuchatel per l’Expo internazionale della Svizzera 2002. È direttore Artistico per il progetto del Nuovo Parco degli amici di Pinocchio a Collodi.

Evelina Bazzo
Nel 1971 si diploma al Corso Superiore di Disegno Industriale a Venezia. Dal 1974 si occupa di comunicazione per il design e l’architettura. Dal 1980 dirige lo studio Umbrella, comunicare design (Milano e Treviso). È responsabile dell’immagine e della comunicazione di numerose aziende, è promotrice e curatrice di mostre, premi e progetti tematici di design. Dal 2003 ha curato l’immagine e la comunicazione del Premio Architettura Città di Oderzo. Dal 2006 collabora con la Fondazione Benetton Studi Ricerche per il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino. Dal 2006 è consulente per VeronaFiere con il progetto culturale Marmomacc Incontra il Design. È consigliere nella delegazione Nord Est dell’ADI e responsabile dell’ADI Design Index. Dal 2000 è docente di Design Management e Comunicazione d’Impresa presso la Facoltà di Design e Arti dell’Università IUAV di Venezia.