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VENEZIA People meet in architecture: la 12. Mostra Internazionale di Architettura /

La 12. Mostra è una riflessione sull’architettura. Il primo decennio del ventunesimo secolo si sta chiudendo in un susseguirsi di cambiamenti radicali. In questo contesto in rapida evoluzione, l’architettura può farsi portavoce di nuovi valori e moderni stili di vita? Questa mostra è l’occasione per sperimentare le molteplici possibilità dell’architettura e per dar conto della sua pluralità di approcci. Ogni suo orientamento è in funzione di un modo di vivere diverso”.
La dichiarazione dell’architetto Kazuyo Sejima raccoglie lo spirito della 12. Mostra Internazione di Architettura, intitolata People meet in architecture.
Prima Mostra diretta da una donna, parte oggi con una lunga vernice e rimarrà aperta dal 29 agosto al 21 novembre 2010.
Allestita al Palazzo delle Esposizioni e all’Arsenale, ospita ben 48 partecipanti tra studi, architetti, ingegneri e artisti arrivati da tutto il mondo “per indagare con i propri strumenti la complessità di relazioni tra le persone” e per realizzare – secondo le proprie posizioni e percorsi personali – “inediti scenari di interazione tra ambiente e società”. Con un risultato sorprendente, secondo le parole di Sejima: “Nella 12. Mostra l’Architettura genera una comprensione nuova del mondo”.

L’esposizione allestita nel Padiglione Italia ideata da Luca Molinari, è un gioco di specchi, una nuova lettura dell’architettura contemporanea. Nelle 3 sezioni in cui è articolata, AILATI. Riflessi dal futuro lancia una visione dell’architettura come “arte civile, attenta alla realtà e alla gente, capace di produrre soluzioni per una società inquieta, in profonda trasformazione, spaventata dal futuro ma che dall’architettura dovrebbe essere provocata a vivere con più attenzione e coraggio gli spazi della contemporaneità”.

Il Leone d’oro alla carriera è andato a Rem Koolhaas che “ha ampliato le possibilità dell’architettura focalizzandosi sulle relazioni tra le persone e lo spazio. Crea edifici che stimolano l’interazione tra le persone, raggiungendo in questo modo ambiziosi obiettivi per l’architettura. La sua influenza nel mondo va ben oltre l’architettura, ispira infatti persone dei più svariati campi disciplinari che traggono grande libertà dal suo lavoro” (Sejima).