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TRIENNALE DESIGN MUSEUM /
Un museo emozionale per raccontare il design italiano.
Nasce a Milano un museo dedicato al Design: rigoroso, emozionale e in cui non smettere di tornare
Inaugurato il 6 dicembre 2007 a Milano dopo anni di proposte e mancate partenze, il Triennale design Museum si propone, ad addetti a i lavori,studiosi e appassionati, come una realtà innovativa, che sia laboratorio di idee e spazio di ricerca, conservazione ed esposizione per uno dei settori più vitali e meno istituzionalizzati della cultura contemporanea.
Il luogo, Milano, in cui è nato questo primo museo italiano dedicato al design ha un significato piuttosto preciso: nella città simbolo della cultura industriale e progettuale, di cui la Triennale è da sempre il fulcro, si muovono infatti, le idee e i protagonisti più importanti del settore, intese come aziende, studi, giornali, scuole, eventi specializzati. E’ da qui che l’universo design passa, innova, si contamina con architettura, arte, quotidianità e diventa vero e proprio fenomeno, serbatoio di creatività e cambiamento.
Il TDM dunque si pone come realtà sperimentale in un contesto ben connotato e fortemente consapevole dell’oggetto di cui si ragiona e come museo che sa coniugare l’aspetto rigoroso e scientifico - rappresentato dalla Biblioteca del progetto, dall’Archivio storico, dal Centro di Documentazione e dal Laboratorio di restauro- con quello più emozionale e suggestivo che susciti emozioni, cambi spesso pelle e inviti il visitatore a tornare più volte.
Non un museo statico ma uno spazio dinamico- riprogettato da Michele De Lucchi e al quale si accede attraverso un suggestivo ponte trasparente sospeso nel corpo centrale della Triennale- in cui la collezione è costituita solo in parte da oggetti provenienti dal fondo storico (un museo che parla di oggetti senza molti oggetti…) ed è piuttosto una raccolta di progetti attinti dalle realtà italiane che producono design di pregio ma che sono disperse su tutto il territorio, veri e propri serbatoi di creatività nascosta.
Il percorso museale, così come l’allestimento, il tema e la cura scientifica, cambierà perciò con cadenza più o meno annuale e si reinventerà di volta in volta, in modo coerente con la natura del design stesso, realtà ancora troppo moderna per essere del tutto storicizzata e categorizzata in modo fisso. L’allestimento inaugurale - Che cos’è il design italiano - è stato curato da Andrea Branzi e Italo Rota con un contributo di Peter Greenaway e di cineasti - tra cui Soldini, Ferrario, Luchetti, Martone- che hanno raccontato la loro versione sulle ossessioni del design italiano, in un percorso che fonde oggetti simbolo con idee e suggestioni nuove e molto emozionali. L’idea è quella di presentare “gli oggetti più carichi di senso del design italiano del XX secolo nel contesto della storia e della cultura italiana. ..”
Un museo, dunque, che sia memoria della modernità e della tradizione e che, allo stesso tempo, sia mutevole e accattivante e che, ci si augura, sappia raccontare con le stesse armi del design- l’invenzione, lo spiazzamento, l’idea fulminante- una realtà forte e un ambito creativo e produttivo di grandissima ricchezza
VC