ELECTAWEB http://www.electaweb.it Il sito dellarte Fri, 03 Feb 2012 10:18:54 +0000 it WILLIAM LESCAZE. Il grattacielo PSFS a Philadelphia e il modernismo americano. http://www.electaweb.it/libri/scheda/william-lescaze-il-grattacielo-psfs-a-philadelphia-e-il-modernismo-americano/it Mon, 30 Jan 2012 17:54:17 +0000 Libri Scheda /libri/scheda/william-lescaze-il-grattacielo-psfs-a-philadelphia-e-il-modernismo-americano/it Per la collana Documenti di architettura Electa pubblica William Lescaze - Il grattacielo PSFS a Philadelphia e il modernismo americano di Alberto Muffato; la fama di William Lescaze (Ginevra 1896 – New York 1969) è legata al grattacielo PSFS building, capolavoro realizzato all’inizio degli anni Trenta a Philadelphia, in collaborazione con George Howe. <p>Per la collana Documenti di architettura Electa pubblica <em>William Lescaze. Il grattacielo<br /> PSFS a Philadelphia e il modernismo americano </em>di Alberto Muffato.<br /> La fama di William Lescaze (Ginevra 1896 – New York 1969) è legata al grattacielo PSFS<br /> building, capolavoro realizzato all’inizio degli anni Trenta a Philadelphia, in collaborazione<br /> con George Howe (Worcester 1886 – Cambridge 1955).</p> <p><a target="_blank" href="http://gallery.electaweb.it/thumbnails.php?album=507">La gallery delle immagini </a> </p> <p>Nell’edificio, per la prima volta  negli Stati Uniti, le sperimentazioni delle avanguardie erano applicate al grattacielo, grazie<br /> alla collaborazione fra un professionista di Philadelphia – Howe – e un architetto<br /> newyorkese di origini svizzere. Questa relazione professionale diede origine ad opere che<br /> hanno determinato la diffusione delle idee e dei modi tipici dell’architettura radicale di<br /> matrice europea negli Stati Uniti e, come dimostra Alberto Muffato, si tradusse nella svolta<br /> intellettuale che poi permise ad Howe di dare un contributo decisivo al rinnovamento della<br /> cultura architettonica statunitense. Lo studio che il volume documenta analizza la vicenda<br /> del PSFS in rapporto alla formazione zurighese di Lescaze e ai suoi contatti con le<br /> esperienze dell’avanguardia europea, inquadrando il tema all’interno del panorama<br /> architettonico degli anni Trenta.<br /> Lescaze, a New York dal 1923, si era diplomato all’ETH di Zurigo, era legato agli ambienti<br /> dell’avanguardia europea, si ispirava a Le Corbusier e a De Stijl; Howe, invece, si era<br /> formato ad Harvard e all’École des Beaux Arts a Parigi. Insieme, dal 1929 costruirono la<br /> sede di PSFS, l’esito più riuscito, innovativo, spettacolare ed elegante dei tentativi fatti<br /> negli anni Trenta di trattare secondo un canone funzionalista un tipo per definizione<br /> “intrattabile” come il grattacielo. Muffato racconta come il progetto venne elaborato, quali<br /> rapporti gli architetti intrattennero con la committenza e quindi come Lescaze e Howe si<br /> divisero i compiti nell’elaborare il progetto; spiega inoltre come fosse organizzato il loro<br /> studio, dove erano presenti - tra gli altri - diversi giovani che in precedenza avevano<br /> lavorato a Parigi per Le Corbusier. L’autore analizza anche le modalità di costruzione<br /> dell’edificio e valendosi di documenti inediti spiega le ragioni per le quali il PSFS building è<br /> una pietra miliare nella storia dell’architettura del Novecento.</p> <p><a target="_blank" href="http://gallery.electaweb.it/albums/userpics/10002/Sommario_Lescaze.pdf">Il sommario in .pdf </a></p> <p><strong>Alberto Muffato</strong> vive e pratica la professione di architetto a Mestre. Da anni collabora con<br /> il Dipartimento di Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica dell’Università IUAV di Venezia,<br /> dove si è laureato nel 2003 con una tesi in Estetica sul tema della costruzione nell’opera<br /> letteraria di Carlo Emilio Gadda, e nel 2007 ha conseguito il dottorato di ricerca. Ha<br /> pubblicato articoli e recensioni per la rivista «Casabella»; per i tipi di Electa ha curato con<br /> Orietta Lanzarini il testo <em>Teatri e luoghi per lo spettacolo</em> (Milano 2008).</p> Fausto Melotti, MADRE. Napoli. Fino al 9 aprile 2012 http://www.electaweb.it/homeflashce//fausto-melotti-madre-napoli-fino-al-9-aprile-2012/it Mon, 30 Jan 2012 17:49:10 +0000 HomeFlashCE /homeflashce//fausto-melotti-madre-napoli-fino-al-9-aprile-2012/it Fausto Melotti, MADRE. Napoli. Fino al 9 aprile 2012 http://www.electaweb.it/homeflashce//fausto-melotti-madre-napoli-fino-al-9-aprile-2012/it Mon, 30 Jan 2012 17:45:36 +0000 HomeFlashCE /homeflashce//fausto-melotti-madre-napoli-fino-al-9-aprile-2012/it Leon Battista Alberti http://www.electaweb.it/libri/scheda/leon-battista-alberti/it Thu, 26 Jan 2012 14:00:44 +0000 Libri Scheda /libri/scheda/leon-battista-alberti/it La collana AetaMonografie si arricchisce di un nuovo titolo dedicato alla vita e all’opera del grande umanista di famiglia fiorentina Leon Battista Alberti (Genova 1404 – Roma 1472); Francesco Paolo Fiore indaga le radici di pensiero albertiano e guida il lettore attraverso l’opera architettonica del maestro rinascimentale. <p>La collana AetaMonografie si arricchisce di un nuovo titolo dedicato alla vita e all’opera del grande umanista di famiglia fiorentina Leon Battista Alberti (Genova 1404 – Roma 1472). Francesco Paolo Fiore indaga le radici di pensiero albertiano e guida il lettore attraverso l’opera architettonica del maestro rinascimentale.</p> <p><a target="_blank" href="http://gallery.electaweb.it/thumbnails.php?album=505">La gallery delle immagini</a></p> <p>Punto di partenza dell’attività di architetto di Alberti è il celebre trattato<em> De re aedificatoria</em>, testimone anche dell’estetica dell’umanista. Il valore sociale dell’architettura, in quanto arte in grado di giovare all’umanità e di unire utilità e bellezza, è il persistente enunciato del <em>De re aedificatoria</em>, che innalza l’architetto dalla posizione di artigiano a quella dei più qualificati esponenti delle altre discipline. Il debito con l’antichità è condensato nell’affermazione: «Tutti gli edifici dell’antichità che potessero avere importanza per qualche rispetto, io li ho esaminati, per poterne ricavare elementi utili. Incessantemente ho rovistato, scrutato, misurato, rappresentato con schizzi tutto quello che ho potuto, per potermi impadronire e servire di tutti i contributi possibili che l’ingegno e la laboriosità umana mi offrivano». Nonostante la lingua latina e l’assenza di illustrazioni ne riservassero la lettura a letterati e committenti colti, le proposte contenute nel trattato ebbero diffusione anche fra gli artisti, soprattutto dopo l’edizione fiorentina a stampa del 1485.<br /> In questo contesto e nel rapporto tra elaborazione teorica e invenzione architettonica devono essere interpretati gli edifici realizzati da Alberti che l’autore descrive, a partire dal Tempio Malatestiano di Rimini e dalle architetture fiorentine per Giovanni Ruccellai, sino a quelli realizzati a Mantova per i Gonzaga. Dal volume emerge un’attività di progettista originale e capace, attento alle tradizioni artistiche dei luoghi dove opera e alle preesistenze che vuole mantenere, capace di sperimentare linguaggi architettonici diversificati per quanto riconducibili alle forme antiche, sensibile alle proporzioni e qualità visive dell’architettura grazie alle esperienze maturate in pittura e prospettiva. L’autore evidenzia nella conclusione del suo percorso critico come Alberti a partire dalle architetture antiche fu in grado di declinarne forme, soluzioni e tecniche, divenendo l’iniziatore di una nuova architettura che avrebbe avuto influenza sino al XIX secolo.</p> <p><a target="_blank" href="http://gallery.electaweb.it/albums/userpics/10002/Sommario_Fiore_Alberti.pdf">Il sommario</a></p> <p><strong>Francesco Paolo Fiore</strong>, architetto professore di Storia dell’Architettura presso la facoltà di Architettura della Sapienza di Roma, studia l’architettura e la trattatistica architettonica di età moderna. Ha pubblicato lavori su Alberti, Francesco di Giorgio, Peruzzi, Serlio, Antonio da Sangallo il Giovane e l’architettura militare del XV e XVI secolo. Come presidente del Comitato nazionale ha organizzato convegni e mostre per il VI centenario della nascita di Alberti. È accademico di San Luca, presidente del consiglio scientifico del Centro studi L. B. Alberti e membro del Centro studi A. Palladio.</p> LA CITTA’ IDEALE. L’utopia del Rinascimento a Urbino tra Piero della Francesca e Raffaello http://www.electaweb.it/mostre/scheda/la-citta-ideale-lutopia-del-rinascimento-a-urbino-tra-piero-della-francesca-e-raffaello/it Thu, 26 Jan 2012 13:35:47 +0000 Mostre Scheda /mostre/scheda/la-citta-ideale-lutopia-del-rinascimento-a-urbino-tra-piero-della-francesca-e-raffaello/it Il prossimo 6 aprile aprirà al pubblico una importante mostra sul tema della Città ideale partendo dal dipinto urbinate che costituisce uno dei più affascinanti enigmi del Rinascimento italiano; accanto a capolavori conclamati – circondati di mistero - a cui non si riesce ancora a dare una paternità certa come "‘città ideali" e la celeberrima tavola Strozzi: 80 fra dipinti, sculture, tarsie lignee, disegni, medaglie, modelli lignei e codici miniati. <p>Il prossimo 6 aprile aprirà al pubblico una importante mostra sul tema della Città ideale partendo dal dipinto urbinate che costituisce <strong>uno dei più affascinanti enigmi del Rinascimento italiano. </strong>La mostra è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche, dalla Regione Marche, dalla Provincia di Pesaro e Urbino, dal Comune di Urbino, dalla Banca Marche, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e dall’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. L’organizzazione è affidata a Gebart con la collaborazione di Civita.</p> <p><a target="_blank" href="http://gallery.electaweb.it/thumbnails.php?album=506">La gallery delle immagini </a></p> <p>La mostra, a cura di Lorenza Mochi Onori e Vittoria Garibaldi, si propone di dimostrare come la tavola dipinta, conosciuta come <em>Città Ideale</em>, conservata nella<strong> Galleria Nazionale delle Marche</strong> a Urbino, rappresenti, insieme con i dipinti gemelli –col medesimo soggetto- di<strong> Berlino e Baltimora</strong>, il compendio della civiltà rinascimentale fiorita ad Urbino e nel Montefeltro, nella seconda metà del Quattrocento, ad opera di <strong>Federico da Montefeltro</strong>, Duca di Urbino; il più dotto ed illuminato fra i signori del suo tempo.<br /> Il dipinto, nella perfezione della veduta prospettica che vi si rappresenta, è certamente il risultato di ricerche e speculazioni a tutto campo, sia sotto il profilo specificamente architettonico ed ingegneristico che nel campo filosofico, nonché matematico; tanto da far guadagnare alla civiltà urbinate quattrocentesca l’efficace titolo di capitale del “<strong>rinascimento matematico</strong>” (André Chastel). Accanto al dipinto verranno esposte numerose opere, circa 80 fra dipinti, sculture, tarsie lignee, disegni, medaglie, modelli lignei e codici miniati, che intendono illustrare a tutto campo il felicissimo momento rinascimentale vissuto dalla piccola capitale, stretta tra i monti e le colline del Montefeltro, cerniera fra le terre di Toscana, Umbria, Marche e Romagna. Contenitore e nello stesso tempo elemento costitutivo della mostra sarà<strong> la splendida architettura del Palazzo Ducale di Urbino</strong>, nella cui realizzazione vennero implicati gli architetti che inventarono il linguaggio rinascimentale quali Leon Battista Alberti, Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini, che vengono tutti e tre ritenuti i possibili autori della tavola urbinate.</p> <p>Verranno presentate opere di Domenico Veneziano, Sassetta, Piero della Francesca, Fra’ Carnevale, Leon Battista Alberti, Francesco di Giorgio, Luca Signorelli, Jacopo de Barbari, Mantegna, Perugino, Bramante e Raffaello, accanto a capolavori conclamati –ma circondati di mistero- a cui non riusciamo ancora a dare una paternità certa come appunto le ‘città ideali’ e la celeberrima tavola Strozzi straordinariamente concessa dal Museo di San Martino a Napoli.</p> <p><strong>Scheda informativa</strong></p> <p><strong>La Città Ideale<br /> L’utopia del Rinascimento a Urbino tra Piero della Francesca e Raffaello</strong></p> <p><strong>a cura di Lorenza Mochi Onori e Vittoria Garibaldi</strong></p> <p>Urbino, Galleria Nazionale delle Marche<br /> Palazzo Ducale<br /> 6 aprile – 8 luglio 2012</p> <p><strong>La mostra è promossa da<br /> </strong>Ministero per i Beni e le Attività Culturali<br /> Direzione regionale per i Beni culturali e Paesaggistici delle Marche<br /> Soprintendenza per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici delle Marche<br /> Regione Marche<br /> Provincia di Pesaro-Urbino<br /> Comune di Urbino<br /> Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro<br /> Banca Marche<br /> Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”</p> <p><strong>Organizzazione e promozione<br /> </strong>Gebart in collaborazione con Civita</p> <p><strong>Catalogo<br /> </strong>Electa</p> <p><strong>Informazioni e prenotazioni<br /> </strong><a target="_blank" href="http://www.mostracittaideale.it/">www.mostracittaideale.it<br /> </a><strong>tel. 199.75.75.15</strong></p> <p><strong>Orari<br /> </strong>Dal martedì alla domenica: 8.30-19.15 (la biglietteria chiude alle 18.00)<br /> Lunedì: 8.30 - 14.00 (la biglietteria chiude alle 12.30)<br /> Lunedì 13 aprile e 1° giugno: 8.30-19.15</p> <p><strong>Biglietti<br /> Intero: € 9,00<br /> Ridotto: € 7,00<br /> </strong>gruppi di oltre 15 persone, maggiori di 65 anni, possessori Carta Musei Marche, universitari con tesserino<br /> <strong>Ridotto speciale € 3,00</strong> scuole e minori di 18 anni<br /> <strong>Integrato</strong> (Mostra + Galleria Nazionale delle Marche): € 10,00<br /> <strong>Gratuito:</strong> minori di 6 anni, portatori di handicap, due insegnanti per classe, giornalisti con tesserino, dipendenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali con accompagnatore.</p> <p><strong>Ufficio Stampa Civita<br /> </strong>Barbara Izzo, Arianna Diana<br /> Tel. 06 692050220-258<br /> Cell 348-8535647<br /> izzo@civita.it<br /> www.civita.it</p> GNAM. Roma. Cosi non l’avete mai vista. http://www.electaweb.it/home/multimedia/gnam-roma-cosi-non-lavete-mai-vista/it Wed, 25 Jan 2012 16:29:29 +0000 Multimedia Home /home/multimedia/gnam-roma-cosi-non-lavete-mai-vista/it Un nuovo video,  dedicato alla Galleria nazionale d&#8217;arte Moderna di Roma, in cui la soprintendente Maria Vittoria Marini Clarelli ci accompagna raccontandoci  il nuovo allestimento e alcuni anedotti e approfondimenti su alcuni tra i capolavori presenti. La news e maggiori dettagli con la gallery delle immagini <p>Un nuovo video,  dedicato alla Galleria nazionale d&#8217;arte Moderna di Roma, in cui la soprintendente Maria Vittoria Marini Clarelli ci accompagna raccontandoci  il nuovo allestimento e alcuni anedotti e approfondimenti su alcuni tra i capolavori presenti.</p> <p><em><a target="_blank" href="http://www.electaweb.it/home/news/cento-anni-a-valle-giulia/it">La news e maggiori dettagli con la gallery delle immagini </a></em></p> Vitality. Korea Young Design http://www.electaweb.it/homeflash//vitality-korea-young-design/it Fri, 20 Jan 2012 11:01:00 +0000 HomeFlash /homeflash//vitality-korea-young-design/it Antonello Boschi. RI-SCRITTURE / RE-WRITINGS http://www.electaweb.it/libri/scheda/antonello-boschi-ri-scritture-re-writings/it Thu, 19 Jan 2012 15:30:15 +0000 Libri Scheda /libri/scheda/antonello-boschi-ri-scritture-re-writings/it Electa pubblica il volume bilingue Ri-scritture / Re-writings, di Antonello Boschi; i tredici lavori presentati e svolti in vent’anni di attività si offrono, infine, come una continua opera di ri-scrittura, guidata da una lettura meditata di strutture, spazi e luoghi. <p>Electa pubblica il volume bilingue<em> Ri-scritture / Re-writings</em>, di Antonello Boschi.<br /> I progetti realizzati dall’architetto – che del volume è anche autore – sono organizzati in tre capitoli: <em>opere di misericordia (interna)</em>, <em>opere di carità (architettonica)</em>, opere di virtù (urbana). Boschi compie in tal modo una rilettura del proprio lavoro contestualizzando le opere con riferimenti culturali che ampliano gli orizzonti strettamente disciplinari. I tredici lavori presentati e svolti in vent’anni di attività si offrono, infine, come una continua opera di ri-scrittura, guidata da una lettura meditata di strutture, spazi e luoghi attraverso un lavoro di confronto con la realtà degli edifici. Accumulando tracce, segni e sovrapposizioni Boschi dà vita ad un recupero stratigrafico del costruito.</p> <p><a target="_blank" href="http://gallery.electaweb.it/thumbnails.php?album=504">La gallery delle immagini</a></p> <p>Nel volume ogni progetto è presentato da un saggio che fornisce una chiave di lettura attraverso il racconto, le citazioni, il confronto con architetture simili; suggestioni letterarie, pittoriche e cinematografiche permettono così un’assimilazione fra tessiture murarie e fonti narrative, fra testo lapideo e testo letterario.<br /> Nel lavoro di Boschi ricorrono alcuni temi chiave, come la ricerca di una complessità dello spazio o il pieno equilibrio tra disegno e materiali, sia nuovi che antichi. Nei progetti più recenti è ben percepibile la sicurezza di “ri-scrittura” raggiunta dall’architetto e la sua capacità di incorporare nel sedime dell’esistente la meditata lezione di antichi e nuovi maestri.I contributi introduttivi di Marco Mulazzani e Beppe Finessi guidano alla comprensione del linguaggio progettuale dell’architetto.</p> <p>Il titolo inaugura la collana &#8220;Architetti&#8221;, curata dallo storico e critico di architettura Marco Mulazzani. La nuova serie di Electaarchitettura intende proporre all&#8217;attenzione del pubblico l&#8217;esperienza di progettisti – non solo italiani – nel cui lavoro risaltino attitudine e sensibilità nei confronti delle diverse scale e temi del progetto, sia esso di architettura, di disegno di interni, di pianificazione del territorio, di restauro, di costruzione del paesaggio.</p> <p><a target="_blank" href="http://gallery.electaweb.it/albums/userpics/10002/Sommario_Boschi.pdf">Il sommario in .pdf </a></p> <p><strong>Antonello Boschi</strong> nasce a Massa Marittima (GR) nel 1964. Studia architettura a Firenze dove si laurea nel 1989 con Adolfo Natalini e consegue il dottorato di ricerca in progettazione architettonica ed urbana nel 2003. Dal 1991 al 1997 è stato redattore della rivista <em>Professione Architetto</em> e suoi saggi, realizzazioni e recensioni sono apparsi sulle riviste <em>Abitare, Abitare la terra, AIT, Area, Architécti, Bauwelt, Casabella, Costruire in laterizio, Diseño Interior, Il Giornale dell’architettura, Interni, L’arca, L’industria delle costruzioni, OFX, Parametro, Rassegna, Recuperare l’edilizia, Recupero e conservazione, Riabita, The Architectural Review. È redattore della rivista Materia e consulente editoriale di Paesaggio Urbano. </em>Tra gli scritti più importanti <em>Architetti Pensieri &amp; mattoni</em> (Firenze 1995), <em>Questioni di forma urbana </em>(Firenze 1999), <em>Case di vetro</em> (Milano-Arles-Barcelona 2005), <em>Dentro le forme del vuoto</em> (Milano 2008), <em>Fenomenologia della facciata</em> (Milano 2010) e <em>Suture(s</em>) (Pisa 2011). All’interno del <em>Florence Architecture Workshop</em> da lui fondato, ha tenuto seminari e lezioni agli allievi di varie scuole di architettura come l’Universität Dortmund, Università di Roma – Valle Giulia, Kent State University, Syracuse University, Technische Universiteit Delft e Accademia di Mendrisio. Attualmente è ricercatore presso la Facoltà di Ingegneria di Pisa, dove insegna Composizione architettonica.</p> ELECTA SOSPENDE LE PROPRIE ATTIVITÀ AL MUSEO MADRE http://www.electaweb.it/home/news/electa-sospende-le-proprie-attivita-al-museo-madre/it Mon, 16 Jan 2012 18:31:46 +0000 News Home /home/news/electa-sospende-le-proprie-attivita-al-museo-madre/it  Comunicato Stampa Milano, 16 gennaio 2012 – La casa editrice Electa, in relazione ai servizi a alle attività di propria gestione (bookshop, editoria, organizzazione e comunicazione mostre) al Museo MADRE di Napoli su affidamento di Scabec spa, la Società campana per i beni culturali a maggioranza regionale che gestisce i servizi del Museo, comunica l’impossibilità a [...] <p align="center"> Comunicato Stampa</p> <p align="center"><img hspace="2" vspace="2" border="5" src="http://gallery.electaweb.it/albums/userpics/10002/05.JPG" style="width: 248px; height: 372px" align="middle" height="372" width="248" /></p> <p>Milano, 16 gennaio 2012 – La casa editrice <strong>Electa</strong>, in relazione ai servizi a alle attività di propria gestione (bookshop, editoria, organizzazione e comunicazione mostre) al <strong>Museo MADRE</strong> di Napoli su affidamento di <strong>Scabec spa</strong>, la Società campana per i beni culturali a maggioranza regionale che gestisce i servizi del Museo, comunica l’impossibilità a proseguire l’erogazione degli stessi, a partire da domani martedì 17 gennaio.</p> <p>La decisione è stata obbligata dall’assenza di ogni impegno formale ed economico per la conduzione del museo nell’anno appena iniziato: un’incertezza che dalla Fondazione si è trasmessa a Scabec e dalla Scabec alle imprese private, fra cui Electa, che hanno gestito fino ad oggi i servizi per il Museo Madre.</p> <p>Electa riconosce il valore del percorso condiviso con il Museo e il suo staff, dalla nascita nel 2005 alla successiva affermazione nell’ambito della comunità artistica nazionale e internazionale.<br /> Confidiamo nella determinazione di Pierpaolo Forte, neo-presidente della Fondazione Donnaregina e del direttore Eduardo Cicelyn, affinché mettano in atto interventi risolutivi per scongiurare la chiusura del Museo e propongano un piano di rilancio sostenibile.</p> <p align="center"> Ufficio stampa Mondadori Electa<br /> tel 02 21563441/456<br /> <a href="mailto:brognoli@mondadori.it">brognoli@mondadori.it</a>; <a href="mailto:imaggi@mondadori.it">imaggi@mondadori.it</a><br /> <a href="http://www.electaweb.com/">www.electaweb.com</a></p> “a Oriente. Città, uomini e dei sulle vie della seta”/ La stampa ha scritto http://www.electaweb.it/mostre/focus-on/a-oriente-citta-uomini-e-dei-sulle-vie-della-seta/it Mon, 16 Jan 2012 16:20:03 +0000 Mostre Focus On /mostre/focus-on/a-oriente-citta-uomini-e-dei-sulle-vie-della-seta/it «Ma il documento intorno al quale è stata organizzata l’esposizione arriva dalla Cina ed è presentato in assoluta prima mondiale (…). Il visitatore la troverà alla fine del percorso, dopo una passeggiata tra rilievi funerari provenienti da Palmira, argenti e frammenti di seta dell’Iran sasanide tessuti con figure di animali fantastici, vetri e terrecotte dell’Afghanistan, [...] <p>«Ma il documento intorno al quale è stata organizzata l’esposizione arriva dalla Cina ed è presentato in assoluta prima <img hspace="2" vspace="2" border="5" src="http://gallery.electaweb.it/albums/userpics/10002/1~15.jpg" style="width: 200px; height: 114px" align="right" height="114" width="200" />mondiale (…). Il visitatore la troverà alla fine del percorso, dopo una passeggiata tra rilievi funerari provenienti da Palmira, argenti e frammenti di seta dell’Iran sasanide tessuti con figure di animali fantastici, vetri e terrecotte dell’Afghanistan, teste di Buddha del Pakistan e della Cina. Il tutto immerso in una messa in scena multimediale creata da Studio Azzurro, con videoinstallazioni che ridisegnano le antiche vie e intessono le storie dei popoli che grazie a quelle vie hanno mescolato le loro diverse culture. » Lauretta Colonnelli<strong> Corriere della Sera</strong></p> <p>«Oltre 30 metri di seta dipinta che raccontano la Mongolia del XVI secolo: è la Mappa del paesaggio mongolo, documento preziosissimo in mostra (…), in anteprima mondiale alle Terme di Diocleziano, a Roma. Proprietà di un collezionista cinese che l’ha scovata anni fa in Giappone, mai esposta prima d’ora, neppure in Cina, è il pezzo forte di “a Oriente”.» <strong>La Stampa</strong></p> <p> «Il percorso non riguarda solo la vastità geografica, ma attraversa i secoli raccontando lo scambio tra i popoli dal II secolo a.C. al XIV secolo, delineando una trama che emerge grazie all’allestimento multimediale ideato da Studio Azzurro. »<br /> Giuseppe Serao, Daniela Trincia <strong>La Repubblica</strong></p> <p>«… di grande interesse perché documenta, attraverso duecento toponimi, le conoscenze geografiche della Cina al tempo della dinastia Ming. »<br /> <strong>Flavia Matitti L’Unità</strong></p> <p>«… possiamo senz’altro dire che “a Oriente” , la mostra inaugurata presso il Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano, è una delle migliori degli ultimi anni. »<br /> Stefano Mammini <strong>Archeo</strong></p> <p>«La fantasia vola lontano visitando “a Oriente: città, uomini e dei sulle vie della seta”… »<br /> Lidia Lombardi <strong>Il Tempo</strong></p> <p><strong>Fino al 26 febbraio 2012: </strong><em>Palmira, Tur ‘Abdin, Ctesifonte, Taq-e Bostan, Merv, Samarcanda, Ghazni, Swat, Kucha, Turfan, Dunhuang, Xi’an,</em> queste le tappe che ci  portano “a Oriente”, in un viaggio attraverso le affascinanti e leggendarie Vie della Seta, tra il II secolo a.C. e il XIV secolo. </p> <p><em> <strong>A Roma nelle grandiose Aule delle Terme di Diocleziano, eccezionalmente aperte per l&#8217;evento</strong></em><strong>.</strong></p>