ELECTAWEB http://www.electaweb.it Il sito dellarte Fri, 12 Mar 2010 10:57:52 +0000 it Giorgione: la carica dirompente del Rinascimento italiano http://www.electaweb.it/catalogo/focus-on/978883707405/it Fri, 12 Mar 2010 10:48:09 +0000 Libri Focus On 00 EURO AUTORE / Mauro Lucco giorgione 500 anni morte Giorgione / ANNO PUBBLICAZIONE / 2010 PREZZO / 39 /catalogo/focus-on/978883707405/it In occasione della ricorrenza dalla morte di Zorzi da Chastelfranco detto Giorgione, che si spense nel 1510 a soli 33 anni a causa della peste, vien quasi da chiedersi se l’artista al momento della sua prematura scomparsa fosse conscio di aver raggiunto una tal fama da essere, a 500 anni di distanza, celebrato come uno [...] <p><strong><img src="http://gallery.electaweb.it/albums/userpics/10002/Giorgione_gra.jpg" vspace="5" width="188" align="left" height="209" hspace="5" /><br /> </strong><br /> In occasione della ricorrenza dalla morte di <strong>Zorzi da Chastelfranco detto Giorgione</strong>, che si spense nel 1510 a soli 33 anni a causa della peste, vien quasi da chiedersi se l’artista al momento della sua prematura scomparsa fosse conscio di aver raggiunto una tal fama da essere, a 500 anni di distanza, celebrato come uno dei più geniali e interessanti artisti del Rinascimento.</p> <p>Purtroppo a una simile domanda non potremo mai dare una risposta.</p> <p>Diradare inoltre  la nebbia intorno al &#8220;caso Giorgione&#8221; è un’impresa ardua resa ancor più complicata dall&#8217;assenza di opere firmate, dalla quasi totale carenza di testimonianze documentarie di prima mano e dalla sfuggente elusività dei soggetti di alcune delle sue opere certe giunte fino a noi.</p> <p>Ma quello che invece sappiamo e possiamo dire è che subito dopo la sua morte i collezionisti, prima fra tutti <strong>Isabella d&#8217; Este</strong>, si scatenarono piombando come avvoltoi sulle sue opere ancora disponibili e in questo modo testimoniarono quanto celebre fosse diventato il pittore veneto anche fuori dai confini della Serenissima.</p> <p><img src="http://gallery.electaweb.it/albums/userpics/10002/giorgione_1.jpg" vspace="5" width="115" align="right" height="246" hspace="5" />Detto questo,<strong> il valore, la qualità e la storia di un artista come Giorgione</strong>, capace di farsi strada in una Venezia che l’ambasciatore francese Philippe Commynes, proprio l’anno prima dell’arrivo del pittore di Castelfranco in città, definì come “la più bella e trionfante” città del mondo, maggior metropoli di quell’età e “centro del commercio e della cultura” che vedeva uscire dalle sue stamperie “più libri che in tutto il resto d’Europa”, <strong>non possono essere messe in discussione</strong>.</p> <p>Giorgione ha dimostrato di essere uno di quegli artisti che, come sanno fare solo i grandissimi, ha proposto dei “modelli vincolanti per il seguito della storia” e in questo modo ha contribuito a creare le nuove generazioni dando il via, come scrive anche il <strong>Vasari</strong>, alla “maniera moderna” veneziana.<br /> Era quindi doveroso realizzare un grande evento che celebrasse il genio e la grandezza di un artista che ha dato vita ad opere simbolo del Rinascimento italiano. Per farlo si è scelto un<em> excursus</em> originale e inedito che permette di ammirare i capolavori del primo periodo insieme a quelli dei grandi artisti con cui si è rapportato durante la sua breve esistenza da <strong>Bellini a Costa, da Carpaccio a Perugino, da Sebastiano del Piombo a Palma il Vecchio, fino a Leonardo, Raffaello e Tiziano</strong>. La mostra inoltre, realizzata fino all’11 aprile nel Museo Casa Giorgione a<strong> Castelfranco Veneto</strong>, vanta prestiti dai grandi musei del mondo e dà l&#8217;occasione di ricapitolare le poche acquisizioni certe di cui disponiamo, di vagliare attraverso un confronto diretto tra le opere esibite la plausibilità delle più recenti proposte e di ricostruzione la sua breve ma intensa parabola creativa.<br /> Così in questo clima di festa viene a cadere la <strong>riedizione di un volume scritto ormai 15 anni fa da Mauro Lucco</strong> e dedicato al grande pittore veneto: non una revisione del testo di allora, si badi bene, perché come scrive lo stesso Lucco “un libro non può essere rivisto, si può solo riscrivere”, ma una riedizione di un testo concepito in un momento diverso della storia che è ancora in grado di affascinare il lettore. <strong>La sua forza infatti viene dalla genuinità dell’amore che l’autore nutre per Giorgione</strong>, al quale resta fortemente legato, e soprattutto dalla qualità della <strong>campagna fotografica che riesce a restituire “tutta la carica dirompente” dell’opera del pittore veneto</strong>.</p> <p><img src="http://gallery.electaweb.it/albums/userpics/10002/giorgione_2.jpg" vspace="5" width="248" align="right" height="278" hspace="5" />Il lettore “è posto con forza davanti alla realtà vera dell’invenzione pittorica, quasi nella sua concretezza fisica, e da questa, attraverso sequenze ed accostamenti, si può impossessare dell’evocazione magica dei drammi dell’uomo, quali l’artista riesce a suggerire”. <strong>Le opere più significative di Giorgione</strong> vengono, inoltre, presentate in una <strong>sequenza filmica che dalla visione generale procede fino alle tavole a “dimensione naturale” </strong>e in questo modo, a chi legge, appare un mondo ricco di invenzioni, di spunti creativi, di fascino e di devozione che consente di porsi “nello stesso rapporto che ebbe in origine l’artista con la sua creazione”.</p> <p align="right"><em>12/03/2010<br /> </em></p> <p align="right"><em>(Giuseppe Davide La Grotteria)</em></p> Zanuso in Triennale: l’insolita magia di vetro e metallo http://www.electaweb.it/mostre/focus-on/vetri-e-metalli-marco-zanuso-jr-milano-triennale-design-cafe/it Fri, 12 Mar 2010 10:10:02 +0000 Mostre Focus On /mostre/focus-on/vetri-e-metalli-marco-zanuso-jr-milano-triennale-design-cafe/it Triennale Design Museum presenta: Marco Zanuso jr, Vetri e metalli, Triennale DesignCafè Dal 9 marzo all’11 aprile, la Triennale di Milano, costantemente impegnata nel diffondere nuove idee in materia di design, accoglierà i frequentatori del DesignCafè offrendo loro la possibilità di vedere, nel tempo trascorso tra una chiacchierata e uno spuntino, le creazioni di un artista fra [...] <p><span class="red"><strong><img src="http://gallery.electaweb.it/albums/userpics/10002/zanuso.jpg" vspace="5" width="234" align="left" height="167" hspace="5" />Triennale Design Museum presenta:<br /> Marco Zanuso jr, Vetri e metalli,<br /> Triennale DesignCafè</strong> <span></span></span></p> <p>Dal 9 marzo all’11 aprile, la Triennale di Milano, costantemente impegnata nel diffondere nuove idee in materia di design, accoglierà i frequentatori del <strong>DesignCafè</strong> offrendo loro la possibilità di vedere, nel tempo trascorso tra una chiacchierata e uno spuntino, le creazioni di un artista fra i più conosciuti nel panorama contemporaneo: <strong>Marco Zanuso jr.</strong><br /> Nato a Milano nel 1954, Zanuso si è laureato in architettura a Firenze nel 1978 ed ha maturato, tra viaggi e progetti a Vienna, Parigi e in America, un linguaggio compositivo che gli ha consentito di entrare nel novero dei grandi esponenti del design e dell’architettura milanese.<br /> Le opere esposte nell’ambiente del DesignCafè sono nate studiando le <strong>possibilità espressive offerte dal vetro e dal metallo</strong>; gli oggetti in mostra - lampade, vasi, contenitori per l’acqua e un centrotavola - sono stati progettati dall’artista nel suo Studio milanese tra il 2003 e il 2009.<br /> La passione di Zanuso per il design si manifesta nella creazione di oggetti le cui <strong>forme, magicamente eccentriche</strong>, vengono enfatizzate da vivaci tonalità cromatiche. La fantasia dell’artista si concretizza in <strong>oggetti vibranti di luminosità e fortemente espressivi</strong> che cercano l’attenzione dell’osservatore stimolandone visivamente la sensibilità estetica. L’<strong>ispirazione ludica</strong> è l’essenza dell’agire artistico di Zanuso: le sue creazioni possono ricalcare la forma di una barca costruita con la tecnica dell’origami o riflettere sulla superficie l’immagine di chi le sta osservando, sorprendendolo con un effetto inaspettato.<br /> Con l’estrosità del suo stile, Zanuso propone una logica alternativa a quella tradizionalmente definita; con le sue idee, egli restituisce all&#8217;arte il suo primordiale valore di suggestione fantastica.</p> <p align="right"><em>12/03/2010<br /> </em></p> <p align="right"><em>(Alberto Bonacina)</em></p> <p align="right">&nbsp;</p> Incanto Fotografia Europea 2010 - Reggio Emilia http://www.electaweb.it/mostre/scheda/incanto-fotografia-europea-2010-reggio-emilia/it Fri, 12 Mar 2010 09:56:10 +0000 Mostre Scheda /mostre/scheda/incanto-fotografia-europea-2010-reggio-emilia/it L’Incanto come possibilità di scoprire e svelare i segni della realtà, come filtro attraverso cui la fotografia ci mostra le cose diversamente da come siamo convinti di vederle... <p><span class="red">I<strong>ncanto<br /> (Fotografia Europea – Reggio Emilia, 7/9 maggio 2010)<br /> Mostre fino al 13 giugno</strong></span></p> <p><strong>Da venerdì 7 a domenica 9 maggio si inaugura a Reggio Emilia<br /> la quinta edizione di Fotografia Europea: conferenze, incontri, workshop, reading, proiezioni, installazioni video e spettacoli affiancano la consueta offerta espositiva dislocata in oltre 200 tra sedi istituzionali e altri luoghi cittadini.<br /> Cuore della rassegna, che quest’anno ha scelto come tema chiave l’Incanto,<br /> l’omaggio al grande fotografo Man Ray.<br /> Le mostre proseguono fino a domenica 13 giugno</strong></p> <p><a href="http://gallery.electaweb.it/thumbnails.php?album=382"><strong>GUARDA LA GALLERY </strong></a></p> <p>L’<em><strong>Incanto</strong></em> come possibilità di scoprire e svelare i segni della trasformazione e del cambiamento della realtà. Il filtro e la forza propositiva della sensibilità, attraverso cui la fotografia ci mostra le cose diversamente da come siamo convinti di vederle, mantenendo e interpretando la presenza dello sguardo e della mente sottesi agli occhi e all’obiettivo fotografico.</p> <p>È questo il tema chiave scelto per la quinta edizione di <strong>Fotografia Europea, </strong>la rassegna internazionale il cui nucleo centrale è curato da Elio Grazioli, promossa dal Comune di Reggio Emilia e affermatasi in pochi anni come uno degli eventi culturali più attesi in Italia sia per la capacità di coinvolgere artisti di rilievo internazionale che di attrarre un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo (oltre 100 mila visite nel 2009). Secondo la formula ormai collaudata, l’apertura delle mostre istituzionali, che proseguono fino a domenica 13 giugno, è accompagnata da tre giornate inaugurali, da venerdì 7 a domenica 9 maggio 2010, in cui autorevoli esponenti del panorama intellettuale e artistico, nazionale e internazionale, si confrontano sul tema della nuova edizione in un articolato programma di eventi tra conferenze, workshop, letture, proiezioni, installazioni video, incontri, spettacoli e concerti.</p> <p><span class="red"><strong>LE GIORNATE INAUGURALI</strong><span></span><br /> <strong>Da venerdì 7 a domenica 9 maggio, le giornate inaugurali di Fotografia Europea 2010 </strong>trasformano Reggio Emilia in un vero e proprio porto culturale, crocevia di artisti, musicisti, autori e scrittori protagonisti di un ricco programma di conferenze, incontri, presentazioni di libri, spettacoli, proiezioni e workshop. Tra questi, il sociologo e scrittore Francesco Morace, l’alpinista, scultore ligneo e scrittore Mauro Corona, l’esperto di percezione acustica e visiva Ruggero Pierantoni, e l’ironica quanto acuta scrittrice Michela Murgia. Particolarmente attesa la presenza di Carlo Massarini, autore, giornalista e fotografo ma soprattutto grande sperimentatore del linguaggio visivo, che negli anni Ottanta ha portato la videoarte in televisione, e che a Reggio Emilia ripercorrerà quel periodo alla luce dell’indissolubile legame che unisce musica e immagine, chiave di lettura privilegiata del suo libro Dear Mister Fantasy. Foto-racconto di un’epoca musicale in cui tutto era possibile 1969-1982.<br /> Dall’Italia alla scena internazionale, l’immagine fotografica è lo strumento attraverso cui rivivere l’incanto di alcuni momenti magici della storia musicale. Una formula che si ripresenta con lo spettacolo Manchester Tribute - Dedicato ai Joy Division: <em>Unknown Pleasure</em>, una produzione originale di Fotografia Europea, esclusiva performance che vede le note del bassista Peter Hook fondersi con gli scatti del fotografo inglese Kevin Cummins.<br /> Fotografia Europea 2010 amplia inoltre i suoi orizzonti grazie alla collaborazione con Rencontres de Bamako - Biennale africana della fotografia, nell’ambito della quale sotto la curatela di Laura Serani vengono proiettate al Teatro Valli le suggestive immagini provenienti dalla Biennale di Bamako, e un’intera serata viene dedicata a creare un ponte tra Europa e Africa attraverso proiezioni, danze e la performance del musicista anglo-pachistano Nitin Sawhney.<br /> Protagonista della quinta edizione di fotografia europea è il progetto <strong>SETSE - Seeing European Culture Through a Stranger&#8217;s Eyes</strong> (finanziato dalla Comunità europea nell’ambito del Programma Cultura 2007-2013) che vede Reggio Emilia capofila di un gruppo di otto nazioni europee – Italia, Francia, Finlandia, Ungheria, Polonia, Grecia, Spagna e Slovacchia – impegnate nell’affidamento di otto committenze fotografiche tese a indagare il tema del cibo nel rapporto con la famiglia e con le diverse tradizioni alimentari nell’Europa contemporanea. Le immagini delle otto committenze pubbliche, frutto delle residenze nei paesi europei coinvolti nel progetto, saranno esposte a Reggio Emilia e accompagnate da incontri e dibattiti trasversali al mondo della fotografia e alle problematiche della famiglia e dell’intercultura.</span></p> <p><span class="red"><br /> Un focus particolare è quello riservato dalla rassegna al <strong>libro fotografico</strong>: a un ciclo di conferenze e workshop a cura di Silvana Turzio si affianca l’importante collaborazione con PhotoEspaña, uno dei maggiori festival internazionali di arti visive, il cui direttore Claude Bussac sarà protagonista di un incontro dedicato ai libri fotografici, mentre sabato 8 maggio presso il Portico dell’Isolato San Rocco è in programma la mostra mercato del libro fotografico.<br /> Completano l’offerta delle giornate inaugurali presentazioni di numerose novità editoriali come <strong>Le lezioni di fotografia</strong> di<strong> Luigi Ghirri</strong> (Quodlibet) al quale è dedicato un evento nell’ambito della Biennale del Paesaggio della Provincia di Reggio Emilia con interventi di Gianni Celati, Ermanno Cavazzoni, Paola Borgonzoni Ghirri e Giulio Bizzarri, e Future Images: l’incanto del fotografico nell’arte contemporanea (24 Ore Motta Cultura), presentato da Mario Cresci, Anna Detheridge, Armando Massarenti e Davide Tranchina.</span></p> <p><span class="red"><strong>LE ESPOSIZIONI</strong><span></span><br /> Omaggi, mostre personali, produzioni e progetti sono i quattro filoni in cui si articolano anche le esposizioni del 2010, visitabili fino a domenica 13 giugno nei luoghi d’arte e cultura più suggestivi della città (Musei Civici, Chiostri di San Domenico, Galleria Parmeggiani, Palazzo Casotti, Spazio Gerra, Sinagoga, Museo dei Cappuccini). Alle mostre istituzionali si affianca anche quest’anno il Circuito Off, la sezione libera, indipendente e autonoma di Fotografia Europea che registra una significativa crescita toccando la cifra record di più di <strong>200 mostre </strong>(rispetto alle 150 del 2009), con numerosi interventi collaterali: l’immagine fotografica, di autori affermati e non, si integra con gli spazi cittadini grazie ad allestimenti realizzati nelle gallerie d’arte, nei bar, nei ristoranti, nelle librerie, in appartamenti e negli spazi commerciali della città.<br /> <strong><em>Omaggio a Man Ray Evento</em></strong> di spicco della quinta edizione di Fotografia Europea è l’omaggio al grande fotografo dada e surrealista Man Ray (Filadelfia 1890 – Parigi 1976), realizzato in collaborazione con la Fondazione Marconi di Milano. La retrospettiva copre l’intero arco del percorso creativo dell’artista, dagli anni Venti agli anni Cinquanta, celebrando il suo sguardo visionario e ipnotico, in grado di trasfigurare tutto ciò su cui si posava, spaziando da una forma d’espressione all’altra, dalla pittura, alla creazione di oggetti alla regia d’avanguardia.</span></p> <p><span class="red"><strong>Le mostre personali</strong><span></span><br /> Per la sezione relativa alle mostre personali, sono quattro gli autori selezionati per l’edizione 2010 di Fotografia Europea: l’eclettico <strong>Mark Borthwick</strong>, film-maker, musicista e fotografo inglese noto soprattutto nel settore della fotografia di moda ma artista a tutto campo, che ha lanciato un nuovo approccio alla fotografia fashion, grazie a una sua poetica fatta di scatti intimi e analogici, spesso sovraesposti, e di continui rimandi tra natura, capo di vestiario, persona, luce; <strong>Ange Leccia</strong>, artista francese attivo fin dagli anni Ottanta negli ambiti della fotografia e del video, forme d’espressione attraverso cui esplora e sfida il sottile discrimine tra video documentario e amatoriale e prodotto estetico dagli effetti delicati e nuovi; <strong>Alessandra Spranzi</strong>, tra le più brillanti autrici italiane che utilizza il mezzo fotografico per una ricerca incentrata sulle situazioni più quotidiane e comuni ma dai risvolti surreali e perturbanti, raccontando una visione altra o alterata della realtà e il nostro stupore di fronte ad essa; e <strong>Richard Wentworth</strong>, tra i più significativi scultori del panorama inglese, impegnato dagli anni Settanta nella realizzazione di un work in progress fotografico sulle “sculture di ogni giorno”.</span></p> <p><span class="red"><strong>Le produzioni </strong><span></span><br /> Secondo una formula ormai consolidata della rassegna, anche Fotografia Europea 2010 propone alcune produzioni originali di artisti europei, chiamati a offrire la loro personale interpretazione iconografica del tema chiave dell’edizione.<br /> Francesco Jodice, fotografo di fama internazionale particolarmente sensibile al tema della natura mutevole della città contemporanea nelle sue relazioni tra le persone e le “pietre” – termine a cui l’artista ricorre per indicare le realtà “solide” urbane come architetture, infrastrutture, tecnologie – è autore di un progetto voluto da Car Server insieme al Comune di Reggio Emilia, a cura di Marinella Paderni, dedicato al tema della mobilità e all’evoluzione dell’automobile da bene a servizio: una serie di grandi fotografie in cui l’automobile, ritratta in scala 1:1, incarna la sua realtà di “luogo” dove trascorriamo parte della nostra vita e dove impariamo a percepire il paesaggio, cogliendo i cambiamenti veloci dell’ambiente e dei contesti attraversati.<br /> Nell’ambito del progetto europeo SETSE (Seeing European Culture Through a Stranger&#8217;s<br /> Eyes) viene presentata la ricerca svolta dal fotografo francese Alain Willaume a Reggio Emilia: La parte in comune + Rumori di un banchetto gioioso. Alain Willaume coinvolge numerose famiglie che hanno aderito al progetto e le ritrae durante e subito dopo il momento del pasto, concentrandosi sui rituali domestici quotidiani e chiedendo poi ad ogni membro della famiglia di prendere distacco dalla realtà e di ricercare una concentrazione interiore. In mostra anche una selezione di fotografie estratte dagli album delle famiglie che hanno preso parte al progetto e da una selezione di immagini dagli archivi storici del Comune, in collaborazione con la Fototeca della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia e Anne Testut.</span></p> <p><span class="red"><strong>Progetti</strong><span></span><br /> L’offerta espositiva della quinta edizione di Fotografia Europea è arricchita da una selezione di progetti speciali a cui partecipano numerosi fotografi reggiani come Alessandro Rizzi, Sonia Panciroli, Elisa Pellacani, e giovani talenti italiani e stranieri come Maurizio Agostinetto, Alessia Bernardini e l&#8217;olandese Machiel Botman. Di grande impatto sono gli scatti del fotografo inglese Kevin Cummins, che dagli anni Settanta ad oggi ha realizzato ritratti di alcuni dei più acclamati musicisti della scena indipendente britannica, come Joy Division, The Clash, Sex Pistols, R.E.M., U2, Patti Smith, Marc Bolan, David Bowie, Mick Jagger, Oasis.<br /> All’insegna dell’obbiettivo primario della rassegna, da sempre sensibile alle nuove tendenze della scena fotografica internazionale, l’offerta espositiva di Fotografia Europea 2010 comprende diversi mostre collettive, che riuniscono i prodotti della ricerca fotografica di più autori delineando percorsi articolati e originali di interpretazione dei più svariati ambiti della realtà. Al di là delle apparenze opache, a cura di Gigliola Foschi, propone opere di autori affermati ed emergenti: Nunzio Battaglia, Maggie Cardelús (Spagna-Stati Uniti), Martina Della Valle, Martina Dinato, Thomas Flechtner (Svizzera), Pierluigi Fresia, Francesca Grilli, Daniele Lira, Claudia Losi, Esko Männikkö (Finlandia), Lala Meredith-Vula (Bosnia Erzegovina), Jari Silomäki (Finlandia), Pio Tarantini, Davide Tranchina, Devis Venturelli, Dubravka Vidovic (Croazia), Thomas Wrede (Germania) - a cura di Gigliola Foschi; la collettiva degli otto fotografi - György Gáti (Ungheria), Simona Ghizzoni (Italia), Alain Willaume (Francia), Vanessa Pastor (Spagna), Martti Kapanen (Finlandia), Tomasz Galecki (Polonia), Georgios Makkas (Grecia), Petra Cepková (Slovacchia). – che hanno preso parte al progetto europeo SETSE (Seeing European<br /> Culture Through a Stranger&#8217;s Eyes); una selezione di scatti di Dita Pepe, Léa Crespi e Rob<br /> Hornstra, i tre vincitori della prima edizione del concorso internazionale di fotografia industriale promosso da GD4PhotoArt, affiancati dai quattro vincitori della seconda edizione del concorso.<br /> A uno dei maggiori protagonisti dell&#8217;astrattismo italiano, Luigi Veronesi, appartiene invece la collezione di fotografie, grafica e libri d’artista nata dall’attività di ricerca e promozione della direttrice della Galleria Martano di Torino, Liliana Dematteis, oggetto dell’esposizione e della donazione alla Fototeca della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.<br /> Completa il programma della rassegna il progetto sul quartiere Santa Croce di Reggio Emilia, artisticamente vivisezionato da un gruppo di autori composto da Fabrizio Cicconi, Lorenza Franzoni, Mirella Gazzotti, Pietro Iori, Manuela Pecorari e Alessandro Scillitani.<br /> Tutte le foto delle opere in mostra sono presenti – insieme ai vari contributi critici dei curatori e ai testi dei reading degli autori invitati - nel catalogo pubblicato da Electa e disponibile per l’inaugurazione della rassegna.</span></p> <p><strong>Fotografia Europea. Reggio Emilia 2010<br /> è su Internet all’indirizzo www.fotografiaeuropea.it<br /> PER LA RICHIESTA DI IMMAGINI E APPROFONDIMENTI:<br /> UFFICIO STAMPA<br /> Ex Libris Comunicazione<br /> Milano – Torino – Roma<br /> Tel. 011 5695614 cell. 334 6533015 ufficiostampa@exlibris.it<br /> Carmen Novella c.novella@exlibris.it</strong></p> Da sopra (giù nel fossato) http://www.electaweb.it/mostre/scheda/da-sopra-giu-nel-fossato/it Thu, 11 Mar 2010 11:52:58 +0000 Mostre Scheda /mostre/scheda/da-sopra-giu-nel-fossato/it 15 artisti di fama internazionale si confrontano con il monumento simbolo della città di Bari, il Castello Svevo. Tra di essi: Vito Acconci, Maria Theresa Alves, Jimmie Durham, Subodh Gupta, Jenny Holzer, Allan Kaprow... <p><span class="red"><strong>Da sopra (giù nel fossato)<br /> a cura di<br /> Achille Bonito Oliva<br /> Castello Svevo di Bari<br /> Fossato esterno<br /> 15 marzo – 16 maggio 2010 </strong><span></span></span></p> <p>lunedì 15 marzo<br /> conferenza stampa ore 12.30<br /> inaugurazione sala multimediale ore 18.30<br /> segue visita al fossato esterno</p> <p><a href="http://gallery.electaweb.it/thumbnails.php?album=381"><strong>GUARDA LA GALLERY </strong></a></p> <p><a href="http://gallery.electaweb.it/albums/userpics/10002/Cartella_stampa-Da_sopra.pdf"><strong>CARTELLA STAMPA </strong></a></p> <p>Il 15 marzo segna la nuova tappa del progetto <strong>Puglia – Circuito del Contemporaneo</strong> con l’inaugurazione della mostra da sopra (giù nel fossato). In questa occasione 15 artisti di fama internazionale si confrontano con il monumento simbolo della città di <strong>Bari: il Castello Svevo</strong>. Il fossato del castello viene occupato da installazioni che lo spettatore può osservare<br /> “da sopra” in un rimando tra memoria e presente, attraverso il confronto tra architettura del passato e segni d’arte contemporanea.<br /> “L’originalità di da sopra (giù nel fossato) – come anticipa il curatore <strong>Achille Bonito Oliva</strong> – sta nell’indicare fisicamente una distanza ulteriore, assolutamente particolare per la contemplazione dell’arte contemporanea, aperta a tutti i viandanti della città di Bari e non vietata ai minori”.<br /> In occasione dell’inaugurazione il rapporto con “i viandanti della città” viene ulteriormente accentuato dalla performance a sorpresa di Lara Favaretto e dalle installazioni di Francesco Schiavulli e Allan Kaprow, che invitano ad intergire con le loro opere, andando al di là della “contemplazione”.<br /> La mostra è stata resa possibile grazie all’Accordo di Programma Quadro “<strong>Sensi Contemporanei</strong>” per la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea e la valorizzazione di contesti architettonici e urbanistici nelle regioni del Sud Italia, siglato fra il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Puglia, la Direzione per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia, la Provincia di Lecce e i Comuni di Barletta e Polignano a Mare.<br /> Artisti in mostra: <strong>Vito Acconci</strong> (USA), Maria Theresa Alves (Brasile), Marco Bagnoli (Italia), Jimmie Durham (USA), Lara Favaretto (Italia), <a href="http://www.electaweb.it/catalogo/scheda/978883707333/it"><strong>Subodh Gupta</strong></a> (India), Jenny Holzer (USA), <strong>Allan Kaprow</strong> (USA), Maurizio Mochetti (Italia), Maurizio Nannucci (Italia), Luca Maria Patella (Italia), Alfredo Pirri (Italia), <strong>Francesco Schiavulli</strong> (Italia), Kazuo Shiraga (Giappone), Ben Vautier (Francia).</p> <p>Curatore esecutivo: Giusy Caroppo<br /> Coordinamento: Paola Marino<br /> Info www.pugliacircuitodelcontemporaneo.it; www.dasopra.it<br /> Ufficio stampa Electa<br /> Ilaria Maggi<br /> tel. +39 02 21563250<br /> imaggi@mondadori.it<br /> Carolina Perreca<br /> tel. +39 081 4297435<br /> comunicazione.napoli.electa@mondadori.it<br /> Ufficio stampa Da sopra<br /> Mauro Lovecchio<br /> cell. +39 3474040140<br /> press@dasopra.it</p> PAOLO CANEVARI NOBODY KNOWS - Prato, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci http://www.electaweb.it/mostre/scheda/paolo-canevari-nobody-knows-prato-centro-per-l-arte-contemporanea-luigi-pecci/it Wed, 10 Mar 2010 16:41:24 +0000 Mostre Scheda /mostre/scheda/paolo-canevari-nobody-knows-prato-centro-per-l-arte-contemporanea-luigi-pecci/it La mostra a cura di Germano Celant ripercorre le tappe fondamentali della attività di Canevari e presenta lavori realizzati per l’occasione. <p><span class="red"><strong>PAOLO CANEVARI NOBODY KNOWS<br /> a cura di Germano Celant<br /> dal 21 marzo al 1 agosto 2010<br /> Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci<br /> Viale della Repubblica 277, Prato</strong><span></span><br /> <strong><br /> Inaugurazione sabato 20 marzo 2010, ore 18.00</strong></span></p> <p><a href="http://gallery.electaweb.it/thumbnails.php?album=380"><strong>GUARDA LA GALLERY</strong></a></p> <p>Si inaugura sabato 20 marzo alle ore 18,00, presso il Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci, <strong><em>Paolo Canevari - Nobody knows </em></strong>a cura di <strong>Germano Celant</strong>. La mostra allestita nelle sale espositive ripercorre le tappe fondamentali della sua attività e presenta lavori realizzati per l’occasione.</p> <p>Il lavoro di Canevari è legato alla <strong>riflessione sull’impermanenza nell’arte</strong>, sul <strong>significato della scultura</strong> e su come questa si metta in <strong>relazione con il contesto sociale contemporaneo</strong>. Fin dai primi anni Novanta, l’artista adotta come materiale d’elezione la gomma delle camere d’aria e dei pneumatici, sviluppando un linguaggio personale teso alla rivisitazione del quotidiano e agli aspetti più intimi della memoria dove si sovrappongono simboli, icone, cultura pop, rappresentazione storica e coscienza politica. <strong>La sua opera</strong> appare come tra le attuali sintesi delle espressioni linguistiche maturate dagli anni Sessanta in poi e <strong>non conosce confini di genere spaziando dal disegno al video, dall’installazione alla performance</strong>.</p> <p>Tuttavia, nel suo lavoro l’artista evita l’idea di monumento e ogni retorica insita nell’idea di &#8220;tradizione&#8221; e di &#8220;classico&#8221;. I materiali primari e semplici che compongono i suoi lavori, sono messi in rapporto con il concetto di rappresentazione e fungono da &#8220;chiavi&#8221; che permettono infinite possibilità di lettura. Allo stesso tempo, testimoniano la continua metamorfosi della materia la cui instabilità è sinonimo di apertura a diverse interpretazioni.</p> <p>La grande personale di Paolo Canevari, curata da Germano Celant, è incentrata sulla serie dei <strong><em>Globes</em></strong> che forma una costellazione nelle sale del Museo e ruota sull’immagine di un grande globo nero su cui appare in silhouette l’immagine di un essere umano: un rimando alla natura originale dell’arte come luogo di riflessione sulla realtà e sui destini del mondo. Un’immagine romantica che proietta lo spettatore in un futuro sempre incerto, “nessuno conosce”, e l’artista nel dubbio presente all’atto interpretativo, “nessuno sa”, momento originario dell’ispirazione del gesto artistico. Una duplicità che trova sintesi proprio nella formula inglese <em><strong>Nobody Knows</strong></em>, titolo della mostra.</p> <p>Saranno presenti, inoltre, alcuni video inediti tra cui <strong><em>US</em></strong> (2009), una nuova serie di disegni su marmo nero in cui sono rappresentati gli animali simboli di potere e aggressione che da sempre sono protagonisti dell’immaginario dell’artista, alcune installazioni progettate negli ultimi anni e presentate per la prima volta, come <strong><em>Hanging Around</em></strong>, la grande forca da cui pende un pneumatico che diventa altalena. All’interno del percorso espositivo non mancheranno alcuni accenni e richiami a importanti lavori degli anni passati, opere che fanno da contrappunto ai recenti lavori e segnano una continuità nel tempo. Dai film di animazione prodotti per Blobcartoon – RAI 3 nei primi anni Novanta alle prime sculture in camera d’aria (<em>Elmi</em>, 1990), dalla <em>Lupa Roma</em> (1993) ai <em>Colossei</em> di circa dieci anni dopo. Sempre per gli anni Novanta sono riproposte le installazioni <em>Esodo</em> (1998), una folla di uomini ritagliati nella gomma delle camera d’aria,<em> Jesus</em> (1999), scultura in legno del XVIII secolo con pneumatico. In mostra anche il video <em><strong>Bouncing Skull</strong></em>, presentato alla 5<strong>2° Biennale di Venezia (2007)</strong>, oggi nella collezione permanente del MoMA, e Little Boy la grande bomba ricoperta di specchi come le discoball da discoteca.</p> <p>Un volume monografico edito da Electa per la cura di Germano Celant sarà pubblicato in occasione della mostra.</p> <p><strong>Paolo Canevari</strong> (Roma, 1963) vive e lavora tra Roma e New York<br /> Tra le principali mostre degli ultimi anni ricordiamo: XIII Quadriennale di Roma, Palazzo delle Esposizioni Roma,1999; Colosso, Galleria Christian Stein, Milano 2002; The Liverpool Biennial, 2004; Welcome to Oz, P.S.1 Contemporary Art Center New York, 2004; Paolo Canevari, Johannesburg Art Gallery, Contemporary Art Museum, Johannesburg, 2005; Black Stone, Galleria Christian Stein, Milano, 2005; Rubber Car, MART, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, 2006; Whitney Biennial Peace Tower Project, Whitney Museum of American Art, New York, 2006; A Couple of Things I Have to Tell You, Sean Kelly Gallery, New York, 2006; Into me Out of Me, Kunst Werke institute for Contemporary Art, Berlin, 2006.<br /> 52° Biennale di Venezia, 2007; Senso Unico, P.S.1 contemporary Art Center, New York; Continenti, Studio Stefania Miscetti, Roma 2007; Nothing from Nothing a cura di Danilo Eccher al Museo d&#8217;Arte Contemporanea (Macro) di Roma, 2007, Decalogo all’Istituto per la Grafica Calcografia Nazionale di Roma, 2008, Raw – War, Museum of Modern Art (MoMA) - New York, 2008.<br /> Suoi lavori sono presenti in collezioni private e pubbliche tra cui: Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci - Prato, Museum of Modern Art (MoMA) - New York, Foundation Louis Vuitton pour la Creation - Paris, Cisneros, Fontanals Art Foundation - Miami, Museo d’arte Contemporanea (Macro) - Roma, Museo d’Arte Contemporanea Trento e Rovereto (Mart), Istituto per la Grafica Calcografia Nazionale - Roma, Johannesburg Art Gallery Contemporary Art Museum – Johannesburg, Perna Foundation - Capri.</p> 25 marzo a Brera: gli affreschi giotteschi di Chiaravalle http://www.electaweb.it/home/news/25-marzo-a-brera-gli-affreschi-giotteschi-di-chiaravalle/it Wed, 10 Mar 2010 09:42:12 +0000 News Home /home/news/25-marzo-a-brera-gli-affreschi-giotteschi-di-chiaravalle/it   GIOVEDI&#8217; 25 MARZO, ORE 18 PINACOTECA DI BRERA (MILANO) PRESENTAZIONE DEL VOLUME APERTA AL PUBBLICO In occasione del restauro degli affreschi giotteschi dell’abbazia di Chiaravalle, Electa pubblica, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, un volume che documenta per la prima volta in modo esaustivo e analitico l’importante ciclo pittorico, situato nell’omonima abbazia, complesso monastico cistercense del XII-XIII [...] <p align="center"> <img src="http://gallery.electaweb.it/albums/userpics/10002/poema_cistercense.jpg" width="235" height="288" /></p> <p><span class="red"><strong>GIOVEDI&#8217; 25 MARZO, ORE 18<br /> PINACOTECA DI BRERA (MILANO)<br /> PRESENTAZIONE DEL VOLUME APERTA AL PUBBLICO</strong> <span></span> </span></p> <p>In occasione del restauro degli <strong>affreschi giotteschi dell’abbazia di Chiaravalle</strong>, Electa pubblica, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, un volume che documenta per la prima volta in modo esaustivo e analitico l’importante ciclo pittorico, situato nell’omonima abbazia, complesso monastico cistercense del XII-XIII secolo.</p> <p>Il testo di <strong>Sandrina Bandera</strong> ricostruisce in modo puntuale e completo la storia degli affreschi, dalla costruzione del tiburio, alla committenza, alla formazione delle personalità coinvolte nel ciclo pittorico. Il saggio di Mina Gregori si sofferma invece sulla personalità di Stefano Fiorentino e ripercorre la letteratura critica di cui è stato oggetto di studio.</p> <p>A corredo di questi qualificati interventi il volume presenta una documentazione spettacolare di tutti gli affreschi che consente di scoprire episodi, dettagli e aspetti ad essi relativi, grazie a più di duecento immagini tra cui molti particolari a grandezza naturale 1:1. La riproduzione del ciclo pittorico ha richiesto una campagna fotografica apposita realizzata da Antonio Quattrone. Oltre ai saggi critici alcuni testi essenziali illustrano i procedimenti e le scoperte derivati dal restauro.</p> Fausto Pirandello Catalogo generale http://www.electaweb.it/libri/scheda/fausto-pirandello-catalogo-generale/it Wed, 10 Mar 2010 09:13:18 +0000 Libri Scheda /libri/scheda/fausto-pirandello-catalogo-generale/it Electa pubblica il primo catalogo generale delle opere di Fausto Pirandello, fra i maggiori artisti italiani del XX secolo. La sua opera, caratterizzata da una ricerca complessa e di altissimo livello, è difficilmente classificabile o ascrivibile ai movimenti artistici del suo tempo. L’artista è un isolato per vocazione. Fausto Pirandello (1899-1975) figlio del grande drammaturgo, dopo [...] <p>Electa pubblica il primo catalogo generale delle opere di <strong>Fausto Pirandello</strong>, fra i maggiori artisti italiani del XX secolo. La sua opera, caratterizzata da una ricerca complessa e di altissimo livello, è difficilmente classificabile o ascrivibile ai movimenti artistici del suo tempo. L’artista è un isolato per vocazione.<br /> <strong>Fausto Pirandello (1899-1975) figlio del grande drammaturgo</strong>, dopo un breve alunnato, esordisce nel 1925, alla III Biennale di Roma dove espone un quadro di <strong><em>Bagnanti</em></strong>, un tema, insieme alle nature morte, che gli sarà caro per tutta la vita.</p> <p>Entra in contatto con l’arte europea durante un periodo trascorso a Parigi, tra il 1928 e il 1930, dove frequenta anche il gruppo degli italiani (<strong>Severini, Tozzi, de Chirico, Savinio, Campigli, Paresce, Magnelli, De Pisis</strong>), vede le opere di Cézanne e dei Cubisti ma, se pur attento e ricettivo alle ricerche e agli stimoli culturali altrui, continua a seguire un cammino autonomo e personalissimo, caratterizzato da una visione drammatica della realtà.<br /> Di ritorno a Roma nel ’31, la sua fama si diffonde con mostre di successo in tutta l’Europa e in America.<br /> Fausto Pirandello non fu solo pittore, ma anche scrittore, critico e teorico dell’immagine-parola, interesse preponderante del suo percorso artistico.<br /> <strong>Uomo e artista non facile, scontroso e carico di timidezze </strong>nei confronti del mondo esterno, Pirandello elabora la sua vicenda intellettuale partendo da un’analisi della realtà e dalle rappresentazioni emotive di una storia personale, spingendosi ora verso una visione drammatica della realtà, ora verso una visione ludica o, al contrario, tragica.<br /> Il catalogo generale rappresenta uno strumento necessario ed essenziale per un corretto posizionamento delle opere dell’artista nell’ambito della storia dell’arte italiana.<br /> La catalogazione delle opere e il testo introduttivo del volume sono ad opera di<strong> Claudia Gian Ferrari</strong>. Il volume riporta anche i contributi di Fabrizio D’Amico e Flavia Matitti mentre le schede delle opere sono state elaborate da Elisa Camesasca. Segue una ricca sezione di apparati che comprendono biografia, esposizioni e bibliografia completi di tutta la sua attività artistica.<br /> Catalogati e certificati dall’Associazione per il patrocinio e la promozione della figura e dell’opera di Fausto Pirandello, sono oltre 900 i dipinti che ricompongono tutta la sua produzione: dal clima simbolista degli esordi al realismo magico, al surrealismo dell’epoca di Parigi, alla irrealtà del periodo romano tra le due guerre, al realismo del tempo di guerra, fino all’ “astratto concreto” degli ultimi trent’anni.</p> <p><a href="http://gallery.electaweb.it/thumbnails.php?album=379"><strong>GUARDA LA GALLERY </strong></a></p> <p><a href="http://www.electaweb.it/mostre/scheda/fausto-pirandello-alle-quadriennali-del-1935-e-del-1939-roma-galleria-nazionale-arte-moderna/it"><strong>LA MOSTRA ALLA GNAM </strong></a></p> <p><strong>Sommario</strong></p> <p>Introduzione al catalogo ragionato delle opere pittoriche di Fausto Pirandello<br /> <em>Claudia Gian Ferrari</em></p> <p>Pittura di Fausto Pirandello<br /> <em>Fabrizio D’Amico</em></p> <p>Tra poetica e iconologia. Donne con salamandra e altre storie<br /> <em>Flavia Matitti</em></p> <p>Tavole a colori</p> <p>Schede delle opere<br /> <em>A cura di Elisa Camesasca</em></p> <p>Biografia<br /> <em>A cura di Elisa Camesasca</em></p> <p>Esposizioni<br /> <em>A cura di Elisa Camesasca</em></p> <p>Bibliografia<br /> <em>A cura di Flavia Matitti</em></p> <p>Filmografia di Fausto Pirandello nelle teche RAI<br /> <em>A cura di Anna Maria Cerrato</em></p> Fausto Pirandello alle Quadriennali del 1935 e del 1939 - Roma, Galleria nazionale arte moderna http://www.electaweb.it/mostre/scheda/fausto-pirandello-alle-quadriennali-del-1935-e-del-1939-roma-galleria-nazionale-arte-moderna/it Wed, 10 Mar 2010 08:57:05 +0000 Mostre Scheda /mostre/scheda/fausto-pirandello-alle-quadriennali-del-1935-e-del-1939-roma-galleria-nazionale-arte-moderna/it Nella mostra spicca l’unico ritratto del padre di Fausto Pirandello, Luigi, generosamente donato alla Galleria nazionale d’arte moderna. <p><span class="red"><strong>Fausto Pirandello alle Quadriennali del 1935 e del 1939<br /> a cura di Claudia Gian Ferrari<br /> Roma – Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea<br /> viale delle Belle Arti 131<br /> 18 marzo – 2 maggio 2010</strong> <span></span></span></p> <p><strong>Anteprima per la stampa: mercoledì 17 marzo ore 12.00<br /> Inaugurazione: mercoledì 17 marzo ore 18.00</strong></p> <p>Il 17 marzo inaugura alla Galleria nazionale d’arte moderna la mostra <em><strong>Fausto Pirandello alle Quadriennali del 1935 e del 1939</strong></em>. E’ stata l’ultima impresa di <strong>Claudia Gian Ferrari</strong>, che, pochi giorni prima della sua scomparsa, così aveva motivato la scelta di incentrare il percorso espositivo sulle due sale personali presentate dall’artista nella seconda e terza edizione della grande rassegna romana: “Sempre più mi rendevo conto che quell’insieme costituiva il nodo centrale della sua pienezza creativa”.</p> <p>La selezione comprende molti dei dipinti esposti da Pirandello in quelle due occasioni, uno dei quali, <strong><em>I ranocchi</em></strong>, mai più presentato al pubblico dopo la Quadriennale del 1939.</p> <p>Ad essi se ne aggiungono altri che appartengono agli stessi anni e che Claudia Gian Ferrari aveva scelto, “senza tuttavia esagerare nel numero, ma tenendolo contenuto in un percorso denso”, per documentare con maggior ampiezza quel momento straordinario della carriera dell’artista. Spicca fra questi,<strong> l’unico ritratto del padre, Luigi Pirandello</strong>, che con l’occasione l’avvocato Pierluigi Pirandello ha generosamente deciso di donare alla Galleria nazionale d’arte moderna. Nel catalogo, edito da Electa, figurano contributi di Claudia Gian Ferrari, Maria Vittoria Marini Clarelli, Flavia Matitti e Elisa Camesasca.<br /> La mostra, organizzata in collaborazione con la Quadriennale di Roma, oltre a riproporre al pubblico romano uno dei maggiori pittori italiani del XX secolo, intende onorare la memoria di Claudia Gian Ferrari, che di Pirandello aveva curato il catalogo ragionato dei dipinti. Il volume, edito nel 2009 da Electa, sarà presentato nel corso della mostra.</p> <p><em><strong>Biografia</strong></em></p> <p><strong>Calogero Fausto Pirandello,</strong> nasce a Roma il 17 giugno 1899. Si indirizza definitivamente alla pittura nel 1922, iscrivendosi alla Scuola d&#8217;arte agli Orti Sallustiani di Felice Carena, Attilio Selva e Orazio Amato. Suoi compagni di corso sono Giuseppe Capogrossi, Emanuele Cavalli e Onofrio Martinelli. In questo periodo da Roma si sposta sovente ad Anticoli Corrado, luogo di ritrovo di molti artisti, dove incontra la modella Pompilia D’Aprile, sua futura moglie, e dove nel 1924 conosce Arturo Martini.<br /> Al 1925 risale la prima partecipazione pubblica di Fausto che espone un dipinto alla Terza Biennale Romana, mentre nel 1926 partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia.All’inizio del 1928 parte con Pompilia per Parigi dove frequenta il gruppo degli artisti italiani composto da Tozzi, Severini, Campigli, de Pisis, De Chirico, Savinio, Paresce, Magnelli, Martinelli, Di Cocco, Capogrossi e Cavalli, e dove, nel 1929, tiene la sua prima mostra personale presso la Galerie Vildrac.<br /> Nel 1930 si trasferisce a Roma, dove risiederà in maniera definitiva. L&#8217; anno successivo terrà negli spazi della Galleria di Roma la sua prima mostra personale in Italia. Molto amico di Roberto Melli, si avvicina al gruppo dei tonalisti romani che anima dal 1935 in poi la Galleria della Cometa.<br /> In questi anni Pirandello prende parte alle principali rassegne d’arte italiane e internazionali, quali la Biennale di Venezia, la Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma, le Mostre del Sindacato Fascista Belle Arti, l’Exhibition of Contemporary Italian Painting al Museum of the Legion of Honour di San Francisco, l’International Exhibition of Paintings del Carnegie Institute di Pittsburgh e a molte altre.<br /> Nell’estate del 1943, a causa del conflitto, Pirandello si trasferisce con la famiglia ad Anticoli Corrado. Tra gennaio e luglio dell’anno successivo rientra a Roma dove viene ospitato, grazie a un permesso speciale, a Villa Medici.Al secondo dopoguerra risale la conoscenza di Lionello Venturi, tornato dall’esilio, e la frequentazione con Emilio Villa.<br /> La fervida attività espositiva di Pirandello continuerà negli anni, con il conseguimento di importanti premi e riconoscimenti, sia in mostre personali che in collettive nelle maggiori gallerie d’arte italiane, tra cui la Galleria del Secolo di Roma e la Galleria Gian Ferrari di Milano.<br /> Numerosi scritti e saggi di Pirandello sono pubblicati nel corso della sua carriera su riviste autorevoli quali “La Fiera Letteraria”, &#8220;Quadrivio&#8221; e “L’Europa Letteraria”.<br /> Muore a Roma il 30 novembre 1975.</p> <p><strong>Informazioni tecniche</strong></p> <p><strong><em>Titolo Fausto Pirandello alle Quadriennali del 1935 e del 1939</em></strong></p> <p>Date di apertura al pubblico 19 febbraio – 16 maggio 2010</p> <p>Sede Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea<br /> Viale delle Belle Arti 131, Roma<br /> Ingresso per disabili: via Gramsci 73</p> <p>Orari di apertura martedì - domenica dalle 8.30 alle 19.30<br /> (la biglietteria chiude alle 18.45)<br /> Chiusura il lunedì</p> <p>Biglietti Intero 10 euro, ridotto 8 euro<br /> Ridotto per i cittadini UE fra i 18 e 25 anni<br /> Gratuità per i cittadini UE sotto i 18 e over 65 anni<br /> Ai visitatori di Stati non facenti parte dell’UE si applicano<br /> le disposizioni sull’ingresso gratuito a condizione di reciprocità</p> <p>Informazioni tel. 06 32298221 - fax 06 3221579<br /> www.gnam.beniculturali.it</p> <p>Visite guidate 06 32298451<br /> www.pierreci.it</p> <p>Catalogo Electa</p> <p>Ufficio stampa Electa per la Gnam<br /> Gabriella Gatto<br /> tel. +39 06 42029206<br /> press.electamusei@mondadori.it</p> <p>Electa<br /> Enrica Steffenini<br /> tel. +0039 02 2156433<br /> elestamp@mondadori.it</p> Un poema cistercense Affreschi giotteschi a Chiaravalle Milanese http://www.electaweb.it/libri/scheda/un-poema-cistercense-affreschi-giotteschi-a-chiaravalle-milanese/it Tue, 09 Mar 2010 11:50:54 +0000 Libri Scheda /libri/scheda/un-poema-cistercense-affreschi-giotteschi-a-chiaravalle-milanese/it Il volume documenta per la prima volta in modo esaustivo l’importante ciclo pittorico situato nell’abbazia di Chiaravalle. <p>In occasione del <strong>restauro degli affreschi giotteschi dell’abbazia di Chiaravalle</strong>, Electa pubblica, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, un volume che documenta per la prima volta in modo esaustivo e analitico l’importante ciclo pittorico, situato nell’omonima abbazia,<strong> complesso monastico cistercense del XII-XIII secolo</strong>.<br /> Gli affreschi principali della Torre nolare o tiburio sono dedicati alla Vergine tema caro alla spiritualità cistercense, e in particolare rappresentano le storie post ressurrectionem tratte dalla “Legenda Aurea”, scritta dal frate domenicano Jacopo da Varagine.<br /> <strong>La paternità degli affreschi del tiburio è attribuita a pittori di scuola giottesca e risale agli anni Trenta-Quaranta del Trecento</strong>. Si tratta di due cicli che si susseguono per registri in verticale.</p> <p>Quelli nei settori più alti che rappresentano gli evangelisti della calotta le figure di santi del tamburo (probabilmente una specie di genealogia dell&#8217;Ordine cistercense), vanno riferiti ad un maestro lombardo del quarto decennio del secolo; quelli relativi alle storie della Vergine sulle pareti immediatamente al di sotto del tamburo, costituenti il ciclo più noto, che si distinguono per l&#8217;articolazione complessa, per la grandiosità, per la trasparenza e l&#8217;effetto sfumato dei toni cromatici, sono opera di Stefano Fiorentino.</p> <p><strong>L’artista</strong>, attivo con una bottega di pittori toscani dei quali rappresentava la personalità di maggior spicco, <strong>fu uno degli allievi più dotati di Giotto</strong>, seppure ancora quasi sconosciuto, padre di Giottino, altro grandissimo artista fiorentino strettamente connesso alla tradizione di Giotto. Stefano rappresenta la vena più gotica di questa tradizione pittorica, che Vasari descrive in due parole di grande fascino e chiarezza come &#8220;pittura dolcissima e tanto unita&#8221; per indicare l&#8217;attenzione alla rappresentazione della dolcezza dell&#8217;animo attraverso i volti e la capacità di fondere i colori per effetto del pulviscolo atmosferico.</p> <p>Le pagine che Giorgio Vasari dedica a Stefano Fiorentino nelle sue Vite, così come quelle di prestigiosi storici precedenti, dal Ghiberti al Libro di Antonio Billi, gli riconoscono grande autorevolezza e citano anche il ciclo di Chiaravalle tra le sue opere fondamentali. Sappiamo dalle fonti che Stefano si ammalò e abbandonò bruscamente i suoi lavori di Milano. Il ciclo di Chiaravalle infatti mostra un repentino cambiamento e un passaggio del cantiere alle sua maestranze, che seguirono in linea di massima il disegno del maestro. Proprio a causa di ciò, per la mancanza di punti di riferimento sicuri per la ricostruzione della personalità dell&#8217;artista, la critica ha stentato a riconoscere la sua presenza a Chiaravalle. L’attività dell’abbazia in questo periodo rientrava nel fermento e rinnovamento culturale che caratterizzò la politica dei Visconti.<br /> Il testo di <strong>Sandrina Bandera</strong> ricostruisce in modo puntuale e completo la storia degli affreschi, dalla costruzione del tiburio, alla committenza, alla formazione delle personalità coinvolte nel ciclo pittorico. Il saggio di <strong>Mina Gregori </strong>si sofferma invece sulla personalità di Stefano Fiorentino e ripercorre la letteratura critica di cui è stato oggetto di studio.<br /> A corredo di questi qualificati interventi il volume presenta una <strong>documentazione spettacolare di tutti gli affreschi che consente di scoprire episodi, dettagli e aspetti ad essi relativi</strong>, grazie a più di duecento immagini tra cui molti particolari a grandezza naturale 1:1. La riproduzione del ciclo pittorico ha richiesto una campagna fotografica apposita realizzata da Antonio Quattrone. Oltre ai saggi critici alcuni testi essenziali illustrano i procedimenti e le scoperte derivati dal restauro.</p> <p><a href="http://gallery.electaweb.it/albums/userpics/10002/sommario_AFFRESCHICHIARAVALLE.pdf"><strong>SOMMARIO</strong></a></p> Ville in Svizzera http://www.electaweb.it/libri/scheda/ville-in-svizzera/it Tue, 09 Mar 2010 10:24:51 +0000 Libri Scheda /libri/scheda/ville-in-svizzera/it Una selezione di progetti rilevanti realizzati in questi ultimi anni in Svizzera, una rassegna di case monofamiliari e dello stile elvetico. <p>Il volume, edito da Electa per la collana <strong>Ad Esempio</strong>, offre la possibilità di focalizzare l’attenzione sugli sviluppi recenti del <strong>dibattito architettonico elvetico</strong>, attraverso una selezione di progetti rilevanti realizzati in questi ultimi anni, opera di giovani emergenti e di autori ormai consacrati a livello internazionale.<br /> La selezione di case monofamiliari prese in rassegna documenta la varietà linguistica, la molteplicità di approcci e sfumature dove coesistono tendenze omologanti e impulsi che evidenziano i caratteri specifici dei luoghi e delle identità territoriali.<br /> <strong>Pragmatismo, coerenza e precisione costruttiva, perfezione tecnica, accuratezza del dettaglio, semplicità</strong>, sono solo alcuni dei topoi che emergono nell’affrontare le caratteristiche dell’architettura svizzera e la sua ipotetica elveticità in continuo confronto tra modernismo e tradizione.</p> <p>Il tema della casa, individuale e collettiva, dal tipico châlet svizzero ai più noti esempi di edilizia abitativa progettati dagli architetti d’avanguardia negli anni Venti e Trenta – da <strong>Le Corbusier a Hans Schmidt</strong>, da Rudolf Steiger e Flora Steiger-Crawford a Ernst F.Burckhardt e Lux Guyer, Max Ernst Haefeli, <strong>Hans Fischli</strong>, <strong>Werner Max Moser, Otto Salvisberg, Alfred Roth e Alberto Sartoris</strong> – configura un ambito particolarmente fertile di sperimentazione costruttiva e formale, determinando un’eredità variegata a cui sono indubbiamente debitrici le odierne ricerche progettuali sull’abitazione.<br /> Tra le architetture selezionate opere di: Arnaboldi, Burkhalter+Sumi, Eckert+Eckert, Ferrari, Geninasca+Delefortrie, Gigon+Guyer, Graber+Steiger, Gut+Gijzen, Kerez, Koenz+Molo, Marques, Radczuweit, Salvi, Snozzi, Wagner, Wespi+deMeuron, Zech.</p> <p><a href="http://gallery.electaweb.it/albums/userpics/10002/sommario_ville_in_Svizzera.pdf"><strong>SOMMARIO </strong></a></p> <p><strong>Mercedes Daguerre</strong>, si è laureata in architettura presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia nel 1985. Ha svolto attività didattica e di ricerca in diverse università europee e americane, ed è autrice di pubblicazioni dedicate alla storia dell’architettura contemporanea. Attualmente collabora con la redazione della rivista «Casabella». Per i tipi di Electa è autrice di: Guida all’architettura del<br /> Novecento in Svizzera (1995), 20 architetti per venti case (2002), Eladio Dieste (2003), Case latinoamericane (2006).</p>