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La bella notte di Mila /

Mila e la notte.
Abiti da sera di Mila Schön 1966-1993


Mila Schon portava alla ribalta un’ottica diversa, moderna, spigliata, in una moda che ristagnava. Portava il riflesso di quello che aveva e che ha ancora dentro, un ordine, un rigore nei volumi, raffinatezza e sicurezza nei tessuti, amore infinito per i dettagli, belle lavorazioni, uniti al gusto della solidità, qualità, intramontabilità.

Mila Schön, al secolo Maria Carmen Nutrizio, nasce in Dalmazia nel 1916 e muore nel 2008 all’età di novantuno anni. Quella che inizialmente per lei è una semplice una passione, la moda, diventa poi, in seguito al dissesto finanziario del marito nel 1958, una vera e propria attività. Mila, che amava vestirsi a Parigi dalle più note maisons dell’epoca (Dior, Chanel, Dessés) comincia dunque la sua attività in età avanzata. Al momento del bisogno sa trasformare questa sua passione per farne un’attività redditizia e di successo, più di quanto non avrebbe potuto immaginare.

Nel gennaio del Sessantacinque per Mila c’è una svolta: viene invitata a partecipare ad una sfilata a Palazzo Pitti a Firenze; fa sfilare trenta abiti tutti nei toni del bianco e del beige, di grande impatto e subito molto amati. Una giornalista dell’epoca scrive: “Fu lo choc. Quello delle cose semplici, vere, nette ed eleganti. Mila Schön portava alla ribalta un’ottica diversa, moderna, spigliata, in una moda che ristagnava. Portava il riflesso di quello che aveva e che ha ancora dentro, un ordine, un rigore nei volumi, raffinatezza e sicurezza nei tessuti, amore infinito per i dettagli, belle lavorazioni, uniti al gusto della solidità, qualità, intramontabilità”. Parole che rimangono valide per tutte le collezioni che la stilista disegna successivamente, ma non perché il suo stile non si sia evoluto, piuttosto perché rimase fedele a principi di eleganza e semplicità, elemento distintivo, che le valse il titolo: “The italian Coco Chanel”.

Gli ultimi anni Sessanta sono molto fortunati per la stilista che sigla un contratto con Alitalia per le divise delle hostess; sono anche gli anni in cui indossano i suoi abiti alcune cantanti o vedettes della televisione come Virna Lisi, Milva e Mina e questo le diede immediatamente un boom di notorietà. Sono gli anni delle contestazioni e dell’emancipazione femminile: anche le gonne di Mila si accorciano, senza però perdere la loro asciuttezza di forme e la ricerca di tessuti innovativi. Inoltre paiono sempre più evidenti nei suoi modelli i contatti con l’arte contemporanea, complice l’amicizia con Fontana e con Mulas.

Mila e la notte” racconta tutto questo e anche molto di più: l’arrivo del pret à porter negli anni Settanta, l’apertura della grande griffe in Giappone negli anni Ottanta e la sua vendita nel Novantatre alla giapponese Itochu Corporation. Oltre ad una serie di contributi interessanti sulla vita di Mila e sulla storia del tempo in cui ha vissuto, questo volume contiene un catalogo dei più bei vestiti disegnati dalla stilista tra il 1966 e il 1993: le mode cambiano di molto, ma Mila rimane se stessa, sempre riconoscibile anche grazie al motivo-firma del ricamo declinato in tutte le sue varianti.

18/02/2010

(Erica Bernardi)

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