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Augusto Morello. Visioni della modernità /

Progettare non è solo leggere il mondo con i caratteri della lingua coneueta;
bensì scegliere e accettare di scegliere nel mondo con ogni lingua possibile, guardare e non solo vedere;
talora dissonare e non solo dissentire;
trovare regole magari da distruggere poi, e non solo applicarle usandole, consumandole.
Il problema di progettare è dunque di quelli che esigono di non cadere nell’errore di accettare passivamente i termini delle scelte che qualcuno - il potere? il mercato? altri? tutti quanti? - vorrebbero imporre
.

Martedì 15 dicembre 2009 Milano, città capitale del design, ha omaggiato Gaetano Morello, uno degli intellettuali che più hanno contribuito a renderla tale, celebrandone la memoria nel giorno in cui avrebbe compiuto 81 anni.

Culturalmente, la figura e l’opera di Morello, scomparso nel 2002, vanno inquadrate nell’ambito del design industriale, passione cui associò l’attività di manager e docente ottenendo riconoscimenti e successi. Ultima tappa del suo percorso professionale fu la presidenza della Fondazione La Triennale di Milano, nomina che ricevette il 21 marzo 2000; per questo motivo la presentazione del volume Augusto Morello. Visioni della modernità è avvenuta negli spazi del Triennale Design Museum, presso l’accogliente sala del Teatro Agorà.
Il volume è composto da una selezione di scritti di Morello cui si accompagnano testimonianze di persone da lui coinvolte in ricerche e iniziative culturali. La carismatica personalità di Morello, intellettuale molto amato perché eclettico e versatile, ha fatto sì che questi professionisti, votati a discipline spesso diverse tra loro, sentissero il bisogno di incontrarsi, dopo la sua morte, per condividere le idee maturate a contatto con lui, riunendo le loro attività intorno a un circolo culturale denominato Club del Pensiero Innovativo.

Per Morello, l’uomo deve porsi costantemente domande su ciò che accade intorno a lui; il suo obiettivo deve essere contribuire a mutare la realtà con miglioramenti significativi. Per questo il suo pensiero sarà reputato sempre contemporaneo. Il desiderio di dare ad esso continuità ha portato il Club a redarre questo testo coinvolgendo firme prestigiose come quella di Gillo Dorfles il quale, intervenendo alla presentazione, ha sottolineato che la sua ammirazione per Morello nacque perché questi, nel lavoro, portava fantasia e precisione formale, caratteri che lo rendevano speciale.

(Alberto Bonacina)

22 dicembre 2009

 

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