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SET IN VENICE: intervista a LUDOVICA DAMIANI /

INTERVISTA A LUDOVICA DAMIANI PER “SET IN VENICE”.

- Come nasce l’idea di Set in Venice?
Durante gli anni in cui lavoravo alla Biennale di Venezia per la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, legare Venezia al cinema in quanto città ospite del festival internazionale più antico del mondo era per me naturale. Quello che mi colpiva maggiormente era in realtà l’intensa attività cinematografica della città. Erano anni in cui grandi produzioni attraversavano Venezia. Mi domandavo, passando sui set di Il mercante di Venezia, di Casanova, di In memoria di me, di 007 Casino Royale, che tipo di lavoro potesse implicare portare un’intera troupe, attrezzature, scenografie e costumi in una città così incredibilmente speciale. Quello che desideravo era vedere oltre i film, o semplicemente “dietro” di essi. È così che è nata l’idea di realizzare Set in Venice, un modo diverso di scoprire una città amata come poche altre al mondo, osservandola “vestita di cinema.

- Come si è svolto nel dettaglio il suo lavoro di ricerca di immagini e testimonianze?
La scelta delle immagini ha dettato il criterio guida nella selezione dei film da illustrare. Una volta individuati i film a mio parere “imprescindibili”, il lavoro di ricerca è partito proprio dalle fotografie; la loro accessibilità, qualità e significato sono state alla base dello studio d’impostazione del volume. Da un lato con l’ufficio iconografico di Electa e dall’altro con l’aiuto di Francesca Lanaro, ho intrapreso una ricerca infinita tra archivi, cineteche, case di produzione, collezioni private, cercando soprattutto scatti di backstage, dove possibile raramente pubblicati, che mostrassero da un lato il lavoro del set e dall’altro una Venezia non solo nella sua accezione più turistica ma una Venezia minore, meno battuta.
Per quanto riguarda i testi invece, desideravo dar voce a chi aveva effettivamente vissuto i set veneziani, a chi aveva vissuto la città lavorandoci. Era fondamentale che fossero registi, produttori, direttori della fotografia, scenografi, costumisti, direttori di produzione, location manager ecc… a raccontare la loro esperienza veneziana attraverso un aneddoto, una curiosità, un ricordo, la ricostruzione di una scena. Naturalmente la ricerca testuale ha riguardato anche il commento critico costituito da recensioni scritte lungo un arco di tempo di più di un secolo, esplicative di un’epoca, di un genere cinematografico, di un autore; perché è vero che in alcuni casi le immagini dei film vivono da sole, senza bisogno di alcuna spiegazione ulteriore, in altri invece, l’approfondimento che proviene dai testi è fondamentale.

- Quale tra le tante interviste da lei realizzate per il libro è stata più affascinante o più significativa?
Tutte le interviste che ho realizzato per Set in Venice hanno una loro storia alle spalle, ognuna è stata una piccola conquista. Sicuramente il racconto di Donald Sutherland per il Casanova di Fellini, che ho ottenuto quando il libro era ormai in chiusura, è un magnifica storia di cinema e sono stata orgogliosa di poterla inserire. Ma le conversazioni con due grandi figure del cinema italiano come Piero Tosi e Marcello Gatti mi hanno profondamente emozionato. Sono racconti di un’ eccellenza italiana che ha fatto la storia del cinema ma che purtroppo non esiste più.

- Quali sono le caratteristiche che rendono Venezia una location adatta a ogni genere di film?
Venezia può essere una città allegra, gioiosa, piena di gente, che dà sicurezza, ma appena si gira un angolo può diventare malinconica, silenziosa, solitaria. E’ una città con tante di quelle sfaccettature che si adatta ad ogni genere di storia e quindi di film. A prescindere dai film in costume che hanno un logico legame storico, Venezia è il set di commedie romantiche, di storie di amore struggenti, di inseguimenti mozzafiato proprio perché possiede tutti gli elementi necessari, fascino, bellezza, storia, unicità, mistero, un clima che la rende camaleontica, i rumori, la sua struttura labirintica e si presta a tutto.

- Ha avuto modo di scoprire nelle sue ricerche come i cittadini vivano sulla propria pelle una città/set come Venezia?
I veneziani sono orgogliosi e gelosissimi della loro città. Al contempo credo che, se ben ritratta, sia per loro sempre un piacere vederla così amata in tutto il mondo. Logicamente catturare l’anima di Venezia non è facile, soprattutto per gli stranieri.
Inoltre le grandi produzioni possono portare a qualche disagio in termini logistici ma succede in tutte le altre città del mondo; l’indotto lavorativo locale, il ritorno economico e di immagine sono un bene notevole e i cittadini veneziani ne sono assolutamente coscienti.

- C’è qualche angolo in particolare di Venezia che l’ha colpita di più o che secondo lei, dal punto di vista cinematografico, è particolarmente rappresentativo?
Girare un film a Venezia dà la possibilità di poter posizionare la macchina da presa e in qualsiasi punto ci si trovi avere un’infinità di scorci e inquadrature possibili, una più suggestiva dell’altra. Sicuramente oltre alle meraviglie storiche di Venezia che tutti noi conosciamo, come piazza San Marco, palazzo Ducale, il ponte di Rialto, io amo moltissimo la Salute ed è una zona cinematograficamente spesso utilizzata, nel sestiere di Dorsoduro. Non credo si possa parlare di angoli particolarmente rappresentativi ma sicuramente alcuni sono più riconoscibili di altri.

- Qual è la sua opinione in merito alla costante diatriba tra Roma e Venezia (e tra i rispettivi festival) su quali delle due città sia in realtà la capitale italiana del cinema?
E’ difficile per me rispondere a questa domanda, sono romana ma ho lavorato per anni alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Le due realtà festivaliere sono molto diverse tra loro. Venezia ospita il festival cinematografico più antico del mondo, Roma ha invece una manifestazione molto giovane, nata da appena quattro anni, con ampio accesso al pubblico e quindi con grande partecipazione di tutta la città. Ma il prestigio del Leone d’oro rimane immenso.
Roma è la capitale del cinema per tutta la storia che porta con se, è la sede di Cinecittà e della maggior parte delle case di produzione. Venezia è la vetrina per eccellenza e un set cinematografico unico al mondo.

A cura di Marzia Apice

21 dicembre 2009

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