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ELECTA PER LE BELLE ARTI /
La collana “Electa per le Belle Arti” si arricchisce di deu nuovi titoli, uno dedicato al patrimonio e al paesaggio del Bel Paese- Bell’italia- e uno- Il patrimonio culturale in Francia- che inaugura “Le Belle Arti e l’Europa” ampliando i propri orizzonti, per aprire un confronto con la gestione del patrimonio culturale al di là delle Alpi.
“Bella Italia, Italia bella o bellissima è divenuto un modo eloquente per indicare la qualità prima del nostro Paese: non la fierezza, il coraggio, l’onestà, la magnificenza, la generosità o la bontà, ma appunto la bellezza (…)” scrive Cesare De Seta nell’Introduzione a questo volume, dove sono raccolti i suoi articoli scritti per vari quotidiani nazionali, dal “Corriere della Sera” a “La Repubblica” a partire dagli anni ’80, fino a giungere vicino ai giorni nostri. Gli argomenti toccati riguardano gli innumerevoli aspetti dell’immenso patrimonio artistico e paesaggistico di questo Paese: le politiche sui Beni Culturali; la gestione del patrimonio storico e artistico; gli usi e il ruolo delle città d’arte; fino alle calamità a cui è soggetto il nostro territorio, naturali e non solo (abusi e condoni).
Nello scorrere delle pagine e dei vari articoli, presentati in ordine cronologico, scorre anche la storia italiana degli ultimi vent’anni ed appare evidente, dalle accorate pagine dell’Autore, quanto la conservazione e la cura del nostro patrimonio storico-artistico e paesaggistico dovrebbero essere temi di prioritaria importanza per gli amministratori. Dal terremoto in Umbria, alla gestione della Reggia di Caserta, dal Patrimonio dello stato spa al problema del prestito delle opere d’arte, dall’inflazione delle mostre e la politica della cultura-spettacolo fino all’attacco terroristico agli Uffizi, i temi trattati formano un quadro a 360° della complessità e dell’importanza della gestione dei Beni Culturali. E se, come sottolinea l’Autore, con amara fierezza, la bellezza è considerata la qualità prima del nostro Paese, ben si percepisce quanto sia difficile preservarla, in quanto “perdurante, viva e insistita l’offesa che all’Italia, non nemici esterni arrecano, ma soprattutto gli italiani stessi” (p.14).
La riflessione sulla gestione e sul ruolo del patrimonio artistico e culturale italiano portata avanti dalla collana “Electa per le Belle Arti“, i cui eleganti libri, dall’aspetto che evoca i vecchi quaderni neri con taglio rosso, sono ormai un punto di riferimento per coloro che si occupano di Beni Culturali, amplia i propri orizzonti nella nuova collana “Le Belle Arti e l’Europa“. Il primo volume è dedicato al patrimonio culturale francese ed è frutto di un convegno di studi organizzato dal LARTTE (Laboratorio per l’Analisi, la Ricerca, la Tutela, le Tecnologie e l’economia del Patrimonio Culturale) della Scuola Normale Superiore di Pisa. Lo scopo è quello di proporre confronti, riflessioni, ragionamenti, a livello europeo sulla questione del patrimonio culturale. Il Patrtimonio culturale in Francia , a cura di Maria Luisa Catoni e con una presentazione di Salvatore Settis, è un volume affronta la questione partendo dalla nascita stessa dell’idea di patrimoine tra Rivoluzione, Impero e Restaurazione, proseguendo con vari saggi sulle politiche e la giurisdizione ad esso relativa, fino al confronto tra le “politiche della bellezza” legate alle identità nazionali in un confronto tra Italia e Francia, per concludere sul diverso rapporto che i due Paesi hanno nell’affrontare il patrimonio moderno e contemporaneo. Molte sono le riflessioni che possono nascere dalla lettura di questi volumi, non solo per “gli addetti ai lavori”, e importantissima la speranza che da essi emerge sulla necessità che a livello locale, ma anche europeo, siano fatte scelte consapevoli e meditate “a preservare e costruire il patrimonio culturale del futuro: un tema (…) che dalla tradizione impara l’importanza di porre attenzione alle condizioni e all’ambiente di vita dell’uomo” (M.L. CATONI, Introduzione a Il patrimonio cultuturale in Francia, p.19)
Sandra Baragli