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TOM WESSELMANN

TOM WESSELMANN /

Sino al 18 settembre al Macro di Roma la grande monografica dedicata a Tom Wesselmann, uno dei maggiori esponenti della pop art. Prosegue con il catalogo della mostra il binomio Macro-Electa.

Ultimi giorni di una grande esposizione, più di trenta opere in quattro sale nel percorso allestito al Macro di Roma per uno dei più rappresentativi artisti pop americani: Tom Wesselmann. Dipinti di dimensioni enormi che vanno dal 1963 sino al 2004.
Prosegue così, con il catalogo di questa esposizione, la collaborazione vincente fra il Macro ed Electa. All’interno di quest’ultima pubblicazione dedicata appunto a Tom Wesselmann quattro testi critici scritti da Danilo Eccher, Achille Bonito Oliva, Marco Livingstone e Constance W.Glenn.

Tom Wesselmann nasce a Cincinnati nel 1936 e muore nel 2004 a New York. Opera nella grande mela degli anni ’60 mentre esplodeva l’epoca dei media e del consumismo, la società di massa era in preda ad una estetizzazione del messaggio e l’arte rispondeva con il linguaggio cartellonistico in cui ciascuno dei fruitori poteva riconoscersi ed identificarsi. L’arte popolare riusciva in questo modo ad avvicinare l’uomo della società di massa. Ma non era solo pop l’arte di Wesselmann. Tom si distingue per il suo “nuovo realismo”: un linguaggio che rivelava talento, capacità tecnica e ispirazione a Matisse. Wesselmann utilizzava linee semplici e morbide, colori sgargianti e mescolava, come nelle serie Nudes e Smokers, immagini di donne nude, seni e labbra, a merci e oggetti di utilizzo quotidiano, come arance, pomodori, posacenere e i noti portasciugamani. Le sue opere (dipinti, collage, installazioni) sublimano la desiderabilità delle merci combinandole alla sensualità di un seno o ad una bocca di donna. L’uomo massificato poteva facilmente comprendere quelle immagini e sublimare la massificazione del suo essere attraverso la forza delle medesime.

L’arte pop aveva compreso la necessità dell’uomo di massa di riconoscersi in immagini che non servissero solo l’etica consumistica ma che trovassero la loro stessa ragione d’essere nell’estetica. E così rispose utilizzando il linguaggio pubblicitario per diffondere un messaggio puramente estetico. L’arte contemporanea è spesso incomprensibile agli uomini del proprio tempo, al contrario la pop art è riuscita ad ingannare questo meccanismo rendendola facilmente godibile in tempo reale. E’ questa forza estetica e sociologica che per paradosso l’ha resa eterna. Nel catalogo oltre i testi critici magnifiche immagini di grandi dimensioni nelle quali l’uomo attuale può ritrovarsi e godere, senza la necessità di un impegno intellettuale o filosofico.

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