Vittorio Gregotti /

Vittorio Gregotti (Novara, 1927) studia al Politecnico di Milano dove si laurea nel 1952. Dal 1963 al 1965 è redattore della rivista "Edilizia Moderna", dal 1979 al 1999 direttore di "Rassegna", dal 1982 al 1995 di "Casabella". Dal 1964 al 1978 insegna al Politecnico di Milano, dal 1978 all'Istituto universitario di architettura a Venezia. L'interesse per la progettazione in scala urbana e territoriale si compie nei grandi progetti dell'Università di Palermo (dal 1969 al 1978, con Gino Pollini), del quartiere ZEN della stessa città (1969-1973 con Franco Amoroso, Salvatore Bisogni, Hiromichi Matsui e Franco Purini) e dell'Università delle Calabrie sulle alture di Cosenza (1973-1984, con Emilio Battisti, Hiromichi Matsui, Pierluigi Nicolin, Franco Purini, Carlo Rusconi Clerici, Bruno Viganò), fino al progetto per il quartiere residenziale di Cannaregio a Venezia (1981-1985). Tra le sue opere gli stadi sportivi di Barcellona (1984), di Nîmes (1986), di Genova (1986) e il centro culturale di Belém a Lisbona. Dal 1986 è impegnato nella trasformazione dell'area industriale della Bicocca nella zona nord di Milano. Tra le sue pubblicazioni Il territorio dell'architettura (1966), La città visibile (1993), Identità e crisi dell'architettura europea (1999). Per i tipi di Electa ha pubblicato Il disegno del prodotto industriale. Italia 1860-1980 (1986).